SIENA – “La nostra ricerca è l’unica fatta in Italia sugli anticorpi monoclonali. Che sono stati prodotti e stanno per entrare in fase clinica, la prossima settimana o quella dopo”.
Torna a parlare pubblicamente il professor Rino Rappuoli: il tema è la ricerca italiana sugli anticorpi monoclonali del Mad Lab di Fondazione Toscana Life Sciences, sulla quale c’è grandissima attesa in ambito di lotta al Covid-19.
Una ricerca, quella che si sta svolgendo in terra senese, che vede anche una grande partecipazione del pubblico. E che potrebbe dare una mano decisiva alla lotta contro il virus, affiancandosi ai vaccini.
Rappuoli, durante la diretta con Luisella Costamagna, ha dato gli ultimi aggiornamenti. E, soprattutto, ha illustrato le differenze fra gli anticorpi “senesi” e quelli già disponibili, approvati anche sul territorio nazionale.
“Si differenziano dagli altri – ha spiegato Rappuoli – perché sono di seconda generazione, sono più potenti”.
“Quelli usati per Trump – ha raccontato – tanto per fare un esempio noto, hanno bisogno di grandi quantità da dare. E va data per via venosa, quindi in ambito ospedaliero”.
“Dei nostri ce ne vuole molto meno – ha aggiunto – sono quindfi meno costosi e possono essere dati con una iniezione da somministrare anche in ambito extra ospedale”.
Ma quando arriveranno: “Potrebbero essere pronti prima dell’estate – ha risposto Rappuoli – assumendo che tutte le sperimentazioni vadano bene”.
“Noi – ha concluso – visti i dati siamo confidenti che lo saranno. Ma finché non saranno terminate non possiamo dire l’ultima parola”.
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