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domenica 11 Gennaio 2026
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    Chianti sconosciuto: il mulino delle due colte e il mistero della macina di serpentino

    Ad accompagnarci lungo la Greve, รจ Marco Cappelletti, appassionato, curioso e fotoamatore dei luoghi antichi e storici del Chianti

    GREVE IN CHIANTI – Cโ€™รจ un Chianti sconosciuto che merita davvero di essere raccontato, non solo per la bellezza che porta in sรฉ ma anche per la storia importante che ci tramanda.

    โ€œLa curiositร  per i mulini lโ€™ho sempre avuta – ci racconta Marco Cappelletti, panzanese, meccanico con la passione della fotografia – e nasce forse dal fatto che sono figlio di contadini”.

    “Fin da bambino – prosegue – ho vissuto tutta la lavorazione del grano, dalla semina alla macinatura. Non ho visto con i miei occhi i mulini ad acqua in funzione ma sono sempre stato affascinato dai racconti dei miei genitori e in particolare di mio nonnoโ€.

    โ€œI mulini sono una realtร  perduta perchรฉ il Chianti โ€“ ci spiega Marco – oramai si vede sempre piรน in unโ€™ottica di vino, ma fino a pochi decenni fa era soprattutto grano e cereali. Ecco perchรฉ nella zona di Greve, lungo il corso dโ€™acqua, i mulini erano tantissimi. Probabilmente, solo dalla zona di Montagliari, risalendo il fiume, potrebbero essere stati 7 o 8, tutti risalenti al medioevoโ€.

    โ€œIl mulino piรน suggestivo, evocativo e importante che ho esplorato โ€“ ci dice โ€“ รจ sicuramente il mulino detto โ€œdelle due colteโ€, che sorge in un luogo impervio, buio e inaccessibile, immerso nel bosco, risalendo il fiume verso le sue sorgenti”.

    “La colta – racconta ancora – era la vasca di raccolta dellโ€™acqua. Aperta la paratoia allโ€™occorrenza, la forza dellโ€™acqua attivava gli ingranaggi del mulino. La cosa particolare รจ che questo edificio ne possiede ben due, entrambe alimentate da canali che si chiamano โ€œgoreโ€. Ancora visibile allโ€™interno รจ il forno con la croceโ€.

    โ€œQuesto mulino รจ un po’ avvolto nel mistero โ€“ ci svela Marco – perchรฉ lโ€™antica macina esistente รจ di un materiale diverso da tutte le altre rinvenute nel Chianti. Solitamente la pietra usata era un materiale calcareo facilmente reperibile in zona, ma in questo caso รจ fatta di serpentino, una pietra rarissima nella zona di cui ancora non รจ certa la provenienza”.

    “Una pietra ignea – rimarca – molto resistente, molto preziosa e dunque molto costosa. Da qui se ne deduce che il mulino fosse molto importante e che lavorasse moltoโ€.

    โ€œQui si macinavano farine nobili di grano – ripercorre la storia – ma anche miscele piรน povere, cioรจ le biade per gli animali. Non รจ escluso che ci macinassero anche le castagne provenienti dai boschi di Lamole e del Monte San Micheleโ€.

    โ€œSempre nei pressi del manufatto cโ€™รจ un antico ponticello di epoca remota anchโ€™esso – prosegue โ€“ che testimonia lโ€™importanza di tale e di tali attivitร  alle quali tutti avevano la necessitร  di accedere agilmente con carri e mezzi di trasporto. Per questo vicino ad ogni mulino era importante che ci fosse una buona rete di stradeโ€.

    โ€œBenchรฉ luoghi antichi e in questo caso avvolti da un suggestivo alone di decadenza โ€“ aggiunge in conclusione โ€“ non dobbiamo dimenticare che questi mulini furono in funzione fino al dopoguerra e ricordo che mio nonno, proprio in un mulino di questa valle, ci portava a macinare il granoโ€.

    @RIPRODUZIONE RISERVATA

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