Alfredo Zacchei è stato il promotore di una petizione (firmata da 33 cittadini) fortemente critica nei confronti del Piano del Commercio adottato dal Comune di Impruneta in dicembre.
Riceviamo e pubblichiamo la sua lettera aperta.
In questi giorni ho seguìto con molta attenzione le diatribe emerse fra alcuni consiglieri di opposizione ed amministrazione comunale in seguito all’approvazione del Piano del Commercio su aree pubbliche di Impruneta.
Sono rimasto molto sconcertato dalle accuse scambiatesi (Gazzettino del Chianti del 24.1.2022) fra il Comune ed i due consiglieri della minoranza, firmatari di due petizioni e dei volantini apparsi nei mercati.
In sostanza l’amministrazione comunale si è limitata a contestare le accuse avanzate nei suoi confronti riguardante l’iter burocratico nella stesura del piano ovvero per non aver consultato anche le altre forze politiche e per non aver interpretato correttamente le normative del caso, nonché sulle modifiche apportate ai due mercati: Impruneta e Tavarnuzze che stanno creando notevoli disagi ai commercianti locali, agli ambulanti dei mercati ed ai cittadini.
Al di là delle accuse e commenti che le parti si sono scambiati e non volendo entrare nel merito, non conoscendo personalmente come si è svolto l’iter burocratico dell’atto per essere approvato dal C.C. ritengo doveroso censurare il comportamento dell’amministrazione comunale per aver ignorato completamente l’appello di quelle 33 persone firmatarie (poche ma distribuite un po’ in tutte le aree coinvolte, stante la mancanza di tempo a disposizione e per motivi ben comprensibili di Covid) della petizione n° 2 ma che rappresentano le zone maggiormente interessate.
Nell’istanza veniva prioritariamente contestata la chiusura al traffico veicolare nella piazza Buondelmonti ovvero della pedonalizzazione dell’intera area per lo svolgimento del mercato del sabato, ma che dovrebbe essere definitiva per tutto l’anno e quindi, non sussistendo motivi d’urgenza, chiedevano di rinviare la discussione in consiglio comunale se non dopo aver consultato gli abitanti/commercianti/artigiani delle zone interessate.
Obbiettivamente bisogna prendere atto che la L.R.T. 23.11.2018 n. 62 disciplina il commercio ambulante e prevede per la stesura del piano e del regolamento la consultazione delle organizzazioni sindacali di categoria escludendo la cittadinanza in quanto rappresentata dagli amministratori comunali, ma, trattandosi di un atto importante come questo che coinvolge tutta la comunità locale sul lato economico, igienico/sanitario e di sicurezza pubblica (tanto richiamati nella legge stessa) sarebbe stato opportuno se non indispensabile consultare anche i diretti interessati al fine di rendere una corretta funzionalità della manifestazione in quanto avrebbero apportato suggerimenti/soluzioni evitando queste incresciose discussioni.
Sarebbe inutile con la presente elencare tutte le motivazioni che hanno portato a contestare il provvedimento adottato dall’amministrazione comunale in quanto, essendo numerose e coinvolgenti tutte le occupazioni temporanee nel Comune, compreso la Fiera di San Luca, richiedono di essere approfonditi e confrontati di volta in volta per la loro complessità.
Comunque le principali obbiezioni rilevate si concretizzano principalmente sulla viabilità esterna alle aree mercatali, in quanto integranti, a tutela della sicurezza pubblica ed alla localizzazione dei banchi per la Fiera di San Luca, però si riscontra anche scarsa trasparenza sulla predisposizione dei generi merceologici nei mercati e sulle concessioni di superficie dei posti agli ambulanti.
Si evidenzia però la condivisione di alcune scelte e soluzioni adottate (es. utilizzazione di piazza Don Chellini), ma, così come proposte, non riescono a risolvere le problematiche sopra accennate bensì in qualche circostanza ad aggravarle sotto l’aspetto della sicurezza pubblica se non supportate da diversi accorgimenti che proprio i cittadini e gli stessi commercianti possono suggerire.
Per quanto sopra succintamente esposto, mi auguro che il senso di responsabilità, che grava su ogni amministratore, lo induca ad una attenta riflessione prima di rendere attuativo il provvedimento oggetto del contendere ed accolga la richiesta per un dialogo con i diretti interessati, sperando che la “modestia” prevalga sulla “presunzione”.
Infine è il caso di ricordare come la “teoria” molto spesso porta all’errore se non supportata dalla “pratica e l’esperienza”.
Alfredo Zacchei
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