Greve, il centrodestra: “Ancora aumenti sui rifiuti. E a rimetterci sono sempre i cittadini”

"Pagheranno di più di fronte alle inefficienze di un sistema di smaltimento dei rifiuti in Toscana che fa acqua da tutte le parti"

GREVE IN CHIANTI – “In seguito all’approvazione del Pef di ATO, approvato dalla maggioranza del consiglio comunale di Greve in Chianti, arrivano ancora aumenti sulla Tari, con il nostro voto contrario”.

A dichiararlo sono i consiglieri comunali di opposizione (Centrodestra per l’alternativa) Claudio Gemelli (capogruppo), Marco Raveggi e Giuliano Sottani.

“Gli aumenti a Greve in Chianti – annunciano – saranno contenuti al di sotto del 5%, sia per utenze domestiche che non domestiche, con una media di circa il 4,8%”.

“A rimetterci sempre i cittadini – accusano – che pagheranno di più di fronte alle inefficienze di un sistema di smaltimento dei rifiuti in Toscana che fa acqua da tutte le parti”.

“In consiglio – fanno sapere – abbiamo evidenziato tutte le responsabilità politiche che stanno alla base di questi aumenti: una Regione che non ha impianti di smaltimento adeguati, che non ha voluto investire su impianti di riciclo e che latita sul nuovo Piano dei rifiuti su cui sembra non avere per niente le idee chiare”.

“Intanto – riprendono – parte dei nostri rifiuti viene riversata in discarica, con notevoli costi ambientali ed economici. Oppure, come avviene oggi, mandati in altre regioni o all’estero: il che comporta un altro aumento dei costi”.

“Ancora una volta – rincarano Gemelli, Raveggi e Sottani – le mancate scelte politiche in merito allo smaltimento dei rifiuti ricade sulle tasche dei poveri cittadini e delle imprese”.

“Forse – incalzano i tre consiglieri di opposizione- sarebbe servito un po’ più di coraggio e contestare apertamente il Pef, magari con un voto contrario come fatto da 28 comuni alcuni dei quali amministrati anche dal centrosinistra”.

“Per quanto condivisibile infatti – concludono – riteniamo che il documento sottoscritto da alcuni comuni dell’area fiorentina, dal quale emerge tutta l’insoddisfazione dei sindaci verso i soggetti gestori, sia solo un palliativo. Che non riuscirà ad incidere sulle gravi mancanze politiche ed amministrative in tutta la filiera dei rifiuti”.

@RIPRODUZIONE RISERVATA

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