BARBERINO VAL D’ELSA (BARBERINO TAVARNELLE) – Affidano ai loro canali social l’amarezza per quanto avvenuto. Ma anche la certezza che non sarà certo questo a scoraggiarli.
I volontari del Circolo Arci Semifonte, il “Circolino”, denunciano pubblicamente il tentativo di effrazione avvenuto la scorsa notte (fra martedì e mercoledì).
Ricordando la lunga scia di furti e furtarelli che sono costretti a subire: “È iniziato tutto con svariate piante di basilico un paio di anni fa, piantate rubate e ripiantate”.
“Poi – continuano – a seguire, in ordine casuale: l’annaffiatoio; il coccodrillo delle mance; il poster di Orso; il barbecue; le stecche delle tettoie; lampadine; qualche bottiglia; posaceneri; bicchieri”.
“La lista potrebbe proseguire ancora – proseguno – ma l’altra notte qualcuno si è superato: presumibilmente con un piede di porco ha provato a entrare al Circolino, dopo la serata conclusiva di meditazione guidata, gratuita”.
“Ce ne siamo accorti oggi (ieri, n.d.r.) pomeriggio – aggiungono – quando, dopo aver staccato dal lavoro che dobbiamo fare per sopravvivere, siamo andati ad aprire il circolo per preparare tutto in vista dell’ennesimo weekend di apertura”.
“Per fortuna – dicono ancora – qualche lungimirante del precedente direttivo decise di montare serrature blindate. E quanto ne abbiamo parlato, della difesa e della protezione come eccesso di zelo… quanta ingenuità!”.
“Probabilmente – riflettono – le storie personali di ciascuno di noi ci hanno portati a dedicare il proprio tempo libero per un bene collettivo, per soddisfare un bisogno che sentivamo noi e che ci fanno sentire i nostri amici: siamo volontari e volontarie”.
“Non ci arricchiamo in nessun modo – tengono a specificare – se non con l’esperienza umana che il Circolo ci regala. Ci sbattiamo. Il sabato è divertente vedervi ballare, ma tutta la settimana ci barcameniamo tra adeguamenti di legge del terzo settore e scartoffie, riunioni e problemi da risolvere”.
“Continueremo come sempre – promettono – con qualche precauzione in più e con la solita convinzione che siamo circondati da gente che ha sogni e problemi, difficoltà immense e pochissime forze. Restiamo qui, come siamo da trent’anni, come presidio sul territorio, come prototipo della società che sogniamo. Non un passo indietro”.
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