SAMBUCA (TAVARNELLE) – Sono Andrea Calò e Lorenzo Verdi, consiglieri provinciali di Rifondazione comunista, i firmatari di una domanda d'attualità che riporta sotto i riflettori i lavoratori della Carapelli, l'azienda olearia con sede nella zona industriale della Sambuca.
Mettendo in evidenza la scadenza prossima degli ammortizzatori sociali, la mancanza di un concreto piano industriale, il rischio di vedere volare via il marchio.
"Apprendiamo – dicono – che la Carapelli Firenze rischia la fine degli ammortizzatori sociali prima che ci sia stata da parte della proprietà una seria proposta di un piano industriale, capace di tutelare gli attuali livelli occupazionali e la definizione degli attuali assetti della multinazionale spagnola Doleo, attualmente proprietaria del marchio Carapelli".
"E’ necessario quindi un decreto del Governo – proseguono – per il rifinanziamento e la prosecuzione della cassa integrazione in deroga, altrimenti alla Carapelli dopo il 27 aprile molti lavoratori rischiano il licenziamento e quindi la messa in mobilità".
"Che la drammatica crisi occupazionale coinvolga anche lo stabilimento di Tavarnelle – rimarcano Calò e Verdi – e quindi siano attivamente coinvolti anche gli enti locali non ci sono dubbi. Enti che dovrebbero, a nostro avviso, fare uno scatto da protagonisti nella vicenda in quanto primi difensori promotori delle radici culturali di quella toscanità tanto abusata quanto violata, come nel caso del marchio Carapelli".
"Quindi – proseguono – al di là dell’emergenza del momento, nell’attesa del decreto ministeriale per la redistribuzione delle risorse finalizzate a coprire la cassa integrazione, pensiamo che il futuro di un pezzo importante dell'industria agroalimentare italiana vada protetto da speculazioni culturali che banalizzano la qualità a livello di marchio senza imporre regole certe sulla tracciabilità dei prodotti commercializzati e sulla qualità del lavoro che questi prodotti produce".
"In una interrogazionedel 22 novembre 2012 – ricordano – Rifondazione comunista denunciava e allertava le Istituzioni locali riguardo “alla crisi di origine finanziaria di Deoleo, pesantemente indebitata con le banche” e al rischio licenziamenti dei lavoratori del gruppo. Cosa è stato fatto a propositivo?".
"E' stata presa posizione o prodotto delle azioni – chiedono in conclusione – da parte della amministrazione provinciale, al fine immediato e specifico di coinvolgere il Governo e in particolare ministri dello sviluppo Federica Guidi e del lavoro Giuliano Poletti per ridistribuire delle risorse finalizzate a coprire la cassa integrazione della Carapelli spa? Se dal 2012, anno della crisi finanziaria Doleo, è stato fatto niente per proteggere il lavoro e il marchio dell’olio toscano e scorporandolo dalle sorti finanziarie della multinazionale?".
di Redazione
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