San Donato: l’annuncio del sindaco Dirindelli durante la presentazione del libro sullo storico edificio

SAN DONATO IN POGGIO (TAVARNELLE) – Non è stato sufficiente lo spazio nella sala conferenze per accogliere le persone che, sabato 15 marzo, si sono recate a Palazzo Malaspina per la presentazione del volume “Il castello di San Donato in Poggio e il palazzo Malaspina. Lo spazio della comunità, il segno del prestigio” (edifir Edizioni Firenze) a cura di Isabelle Chabot e Paolo Prillo, testi di Isabelle Chabot, Alberto Monti, Paolo Pirillo, Igor Santos Salazar, Luigi Ulivieri, pubblicato con il contributo dell’Unione Comunale del Chianti Fiorentino.

 

A introdurre la presentazione il sindaco di Tavarnelle Sestilio Dirindelli il quale ha ricordato che il palazzo è tornato a nuovo splendore dopo il restauro affidato all’architetto Luigi Ulivieri.

 

Fu edificato dalla famiglia sandonatina dei Ticci (poi immigrata a Firenze) alla fine del XVI secolo: verrà poi conosciuto con il nome dei Malaspina di Mulazzo, famiglia che l’ha abitato per soli settant’anni senza probabilmente mai occuparlo.

 

"Ecco perché mi sento di dire che da oggi – ha  affermato Sestilio Dirindelli – lo chiameremo palazzo Ticci Malaspina".

 

Alla presentazione erano presenti Paolo Pirillo Università di Bologna, Giuliano Pinto docente di Storia Medievale all’Università di Firenze, Gianluca Belli docente di Storia dell’Architettura Università di Firenze che si sono alternati spiegando i contenuti del volume.

 

Un ringraziamento è andato anche alla famiglia Pellizzari, in particolare a Maria e a Giuseppe, oltre alla Pro Loco di San Donato in Poggio. Erano inoltre presenti il vicesindaco di Tavarnelle David Baroncelli e gli assessori Marina Baretta e Lia Corsi.

di Antonio Taddei

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Sostieni il Gazzettino del Chianti

Il Gazzettino del Chianti e delle Colline Fiorentine è un giornale libero, indipendente, che da sempre ha puntato sul forte legame con i lettori e il territorio. Un giornale fruibile gratuitamente, ogni giorno. Ma fare libera informazione ha un costo, difficilmente sostenibile esclusivamente grazie alla pubblicità, che in questi anni ha comunque garantito (grazie a un incessante lavoro quotidiano) la gratuità del giornale.

Adesso pensiamo che possiamo fare un altro passo, assieme: se apprezzate Il Gazzettino del Chianti, se volete dare un contributo a mantenerne e accentuarne l’indipendenza, potete farlo qui. Ognuno di noi, e di voi, può fare la differenza. Perché pensiamo che Il Gazzettino del Chianti sia un piccolo-grande patrimonio di tutti.

Leggi anche...