Un’urna asportata, un loculo smurato e una cassa quasi aperta: e un mistero davvero fitto

VICO (BARBERINO VAL D'ELSA) – C'è il sole che splende sul cimitero di Vico d’Elsa: un camposanto di un borgo di campagna, come tanti nei nostri paesi.

 

Un camposanto che però ha vissuto, in una settimana, momenti terribili. Prima con l'asportazione di un'urna cineraria (poi ritrovata); poi, nella notte fra venerdì 14 e sabato 15 marzo, con la profanazione di un loculo.

 

Il cimitero si trova su una collina prima di entrare nel centro abitato per chi arriva da Barberino Val d’Elsa: intorno campi coltivati a viti. Pace.

 

All’ingresso si accede da un vialetto contornato da alberi: su ognuno di questi vi è il nome di un soldato che ha perso la vita nella prima e nella seconda guerra mondiale. Qui del resto la memoria è parte fondante del paese. L’unico rumore che si sente è il canto degli uccellini.

 

Sembra quasi impossibile che questo luogo sia stato profanato da persone (gli stessi?) che nell’arco di pochi giorni di distanza hanno squassato la sua quiete.

 

Nel primo caso aprendo un piccolo ossario contenente l’urna con all’interno le ceneri di un uomo venuto a mancare nel 2013: urna poi ritrovata a poche centinaia di metri, all’interno del tabernacolo posto lungo la strada di Fulignano.

 

Un episodio deplorevole: ma quanto avvenuto successivamente è ancora più inquietante e altrettanto inspiegabile.

 

Sabato 15 marzo una signora si è recata al cimitero dove riposa la madre, quando ha notato che nella parte nuova, dove ci sono i forni, qualcosa non quadrava.

 

Il tempo di avvicinarsi quando ha avuto un sobbalzo: da un forno spuntava per circa quaranta centimetri una bara; sul pavimento calcinacci e mattoni. La signora è uscita di corsa per recarsi a casa per avvisare i carabinieri.

 

Nel tragitto ha trovato un’amica e le ha detto di non andare al cimitero perché era successo qualcosa d’indescrivibile.

 

La voce ha così fatto in pochi minuti il giro di Vico: assieme ai carabinieri di Tavarnelle e a quelli della Compagnia di Scandicci, oltre alla polizia municipale, in molti si sono recati sul posto per capire cosa era avvenuto.

 

Gli uomini dell’Arma hanno potuto verificare che dopo avere tolto la lastra di marmo e averla appoggiata per terra, senza romperla, probabilmente con una mazza sono stati sfondati i mattoni del loculo ed estratta in parte la cassa, per poi tentare di aprirla.

 

Cosa che non è riuscita: poiché se è stato facile spezzare il legno, non sono riusciti ad aprire l’involucro di zinco che custodiva i resti di una signora deceduta nel 2007.

 

Nativa della provincia di Grosseto, si era sposata con un signore di Vico d’Elsa. Dopodiché si erano trasferiti a Roma, ma nonostante ciò nel periodo estivo tornavano a passare le ferie a Vico, con il desiderio di essere sepolti nel piccolo cimitero una volta arrivata l’ora. Così è stata rispettata la sua volontà.

 

Tante le domande che si stanno facendo in queste ore gli abitanti del posto, domande che non hanno avuto ancora nessuna risposta: l'unica per adesso dice che all’interno del cimitero non ci sono tracce di riti satanici, messe nere o rituali esoterici.

 

In un primo momento si era pensato a una ritorsione verso i familiari della donna, anche se inspiegabile, ma poi i carabinieri hanno verificato che erano stati fatti altri tentativi di profanare altre tombe, come per esempio nella prima cappella vicino all’entrata dove era stato tolto il marmo e cercato di sfondare il loculo.

 

Domenica 16 marzo c’era poca gente al cimitero, le donne erano accompagnate dai rispettivi mariti: "Siamo terrorizzate – ci dice una signora – non potremo venire più da sole a mettere i fiori ai nostri cari. Quello che è successo non lo sappiamo davvero spiegare".

 

Un’altra signora più anziana ci dice: "Che io ricordi è la prima volta che succede un episodio del genere nel nostro camposanto, hanno tolto la pace anche ai morti".

 

Intanto, nella giornata di sabato 15 marzo, dopo un’accurata ispezione è stata ricollocata la cassa all’interno del forno e rimessa la lapide. Le indagini, non facili, sono coordinate dai carabinieri.

di Antonio Taddei

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Sostieni il Gazzettino del Chianti

Il Gazzettino del Chianti e delle Colline Fiorentine è un giornale libero, indipendente, che da sempre ha puntato sul forte legame con i lettori e il territorio. Un giornale fruibile gratuitamente, ogni giorno. Ma fare libera informazione ha un costo, difficilmente sostenibile esclusivamente grazie alla pubblicità, che in questi anni ha comunque garantito (grazie a un incessante lavoro quotidiano) la gratuità del giornale.

Adesso pensiamo che possiamo fare un altro passo, assieme: se apprezzate Il Gazzettino del Chianti, se volete dare un contributo a mantenerne e accentuarne l’indipendenza, potete farlo qui. Ognuno di noi, e di voi, può fare la differenza. Perché pensiamo che Il Gazzettino del Chianti sia un piccolo-grande patrimonio di tutti.

Leggi anche...