Questione pH, le testimonianze dei dipendenti sul Gazzettino del Chianti/1: “Offeso da comportamento azienda”

Diamo voce, in varie "puntate" alle parole di lavoratrici e lavoratori dell'azienda che dalla Sambuca ha annunciato lo spostamento a Calenzano, Perché siano ascoltate, direttamente, le loro ragioni

BARBERINO TAVARNELLE – La questione del trasferimento della pH Srl dalla Sambuca a Calenzano ormai da giorni è presente quotidianamente sulle pagine del Gazzettino del Chianti.

Che sta seguendo questa vicenda con la massima attenzione. Che da sempre dedichiamo ai temi del lavoro e del rispetto dei diritti dei lavoratori.

E vogliamo dare voce proprio a loro. Accogliendo una serie di testimonianze che ci raccontino come stanno vivendo questo momento. Così difficile.

Sarà una sorta di racconto “a puntate” nel quale, di volta in volta, daremo voce a lavoratrici e lavoratori. 

ANTONELLA: “PER ANDARE A CALENZANO SARO’ COSTRETTA AD ACQUISTARE UN’AUTO”

“Mi chiamo Antonella e sono una lavoratrice pH da dicembre 2022. Vivo a Firenze da anni ormai e prima dell’esperienza in pH lavoravo in un altro laboratorio con sede proprio a Firenze. Comodo andare al lavoro in tramvia, purtroppo il posto in questione era estremamente tossico.

Al fine di preservare la mia salute psico-fisica fui costretta a cercare altro e così venni assunta alla Sambuca.

Andare fuori Firenze, non essendo automunita, costituiva una bella sfida ma grazie al TPL raggiungo comodamente la sede di lavoro ogni giorno da più di due anni. Sambuca è la terza area industriale della provincia di Firenze ed collegata da multiple linee e corse consentendo il collegamento a decine di lavoratori.

Certo, ci sono delle difficoltà, giorni di sciopero e ritardi per via del traffico, ma il mio portafogli è felice ed è un bene anche per l’ambiente. Col trasferimento dell’azienda a Calenzano purtroppo tutto questo non sarà più possibile.

La nuova sede non è collegata, a meno di fare lunghi tratti a piedi oltre ad un tempo di percorrenza maggiore di quello attuale.

Sarò quindi costretta a comprare un’auto aumentando le uscite del bilancio familiare già gravato da un mutuo importante. Vedrò ridursi il mio potere di acquisto, il mio tempo, tutto in nome del profitto e per logiche aziendali mai chiarite che hanno solo conseguenze su noi lavoratori”.

MAURO: “DELUSO, SCHIFATO, OFFESO DAL COMPORTAMENTO DELL’AZIENDA”

“Sono un lavoratore pH da quasi 6 anni e mai, ripeto mai, mi sarei immaginato di ritrovarmi a dover gestire questa miriade di emozioni negative, e una pressione immensa, con cui ormai convivo da quel famoso “black wednesday” come lo chiamo io, mercoledì 26 marzo 2025, in cui il nostro A.D. ci ha comunicato la nostra nuova sede lavorativa.

Premetto che ci era già stato comunicato in precedenza (ottobre 2024, e grazie all’Rsu!) che ci spostavamo, è comprensibile, lo capisco in quanto figlio di un imprenditore.

Ho visto con i miei occhi crescere l’azienda, sia nel volume di lavoro che nel personale e concordo sul fatto di trovare un nuovo capannone. Ma non lì e non con queste modalità. Ci era stato detto dalla direzione che le aree prese in considerazione andavano dal comune dell’Impruneta a quello di Sesto Fiorentino.

Poi quel mercoledì, dopo mesi di logoramenti e confronti fra colleghi, di ansie e notti insonni, sbam! Calenzano! Finora ho voluto omettere volontariamente la mia provenienza: abito nel comune di Monteriggioni, provincia di Siena, precisamente a Castellina Scalo.

Attualmente per arrivare alla mia sede di lavoro percorro 35 km per un totale di 20-25 minuti a seconda del traffico (quale scusatemi?). Ora mi viene imposto, senza se e senza ma, di farne il doppio e quadruplicare (se tutto va bene! Ed io non credo…) il tempo.

Ora io non ripeterò le parole del mio sindacato e delle istituzioni che in questo periodo ho ascoltato e incontrato, è già stato scritto tutto nei precedenti articoli e ancora ci sarà da scrivere… ma permettetemi di dire che sono deluso, incazzato, offeso e schifato dal comportamento dell’azienda.

Deluso perché mai avrei pensato che un’azienda che mi ha assunto, che mi ha fatto crescere professionalmente e ha puntato su di me per poi in futuro sostituire persone che andranno in pensione, mi comunica un evidente licenziamento alle 16 su piattaforma Teams.

Incazzato perché mi sento preso in giro, mi viene tolto qualcosa che mi sono costruito nel corso degli anni, passando dal primo anno (6 mesi + 6 mesi) a stage da laureato in CTF a 500 euro al mese, passando per un rinnovo annuale determinato in cui da stagista so stato a casa per 3 mesi causa Covid ed infine finalmente l’indeterminato. Con annessi e connessi tutti i pensieri relativi all’assunzione partendo dallo stage arrivando all’indeterminato.

Offeso perché io ci credevo nella pH, sono una persona che in 6 anni ha dato tutto per l’azienda, me la sono tatuata addosso… adoro il mio lavoro perché mi piace quello che faccio e che imparo, e che spero in futuro possa continuare ma non a Calenzano!

Credevo così tanto nella pH che se, per sbaglio, un venerdì sera quando andavo via vedevo una luce accesa, una porta aperta, una cosa fuori posto… io rimediavo perché per me è veramente famiglia… pensate ora quanti soldi ho fatto risparmiare o danni o problemi ho evitato..

Avevo veramente attaccamento alla maglia, come si dice nel calcio, ma dico di più: famiglia perché per me, da quando sono entrato in pH i valori di famiglia ho trovato… per ottenere cosa? Calenzano….

Schifato perché se non ci fossero stati sindacato e istituzioni al mio fianco e  tutti noi saremmo stati solo un nucleo di colleghi o già licenziati o in seria difficoltà davanti a una decisione unilateralmente presa… e questo per me è un atto di presunzione, prepotenza e poca intelligenza che mal collimano con i miei ideali.

Evidentemente non con quelli che della casa madre TÜV Italia – Gruppo TÜV SÜD se ne fa un vanto.

Il lato umano lo lascio per ultimo, così come ha fatto l’azienda con me: c’è una differenza sostanziale, io ai colleghi e colleghe che non sono usciti, per i loro motivi opinabili o meno (al giudizio di chi scrive sono più quelli inopinabili visto i “rapporti”) dal cancello non condivido il pensiero ma mi faccio domande quantomeno… l’azienda, prendendo questa decisione, domande non se l’è proprio fatte… anzi con l’ultimo comunicato di oggi dichiara: “di aver avviato un’analisi di ogni possibile misura utile ad accompagnare questa transizione a favore di chi sarà maggiormente impattato”.

Ma come? Ma che lungimiranza è questa? Ancora non ci ha pensato l’azienda a Mauro? E agli altri? Cosa propongono? Quali strumenti mette in campo per tenermi e tenerci dentro pH 2.0?

Per me ci dovevano aver già pensato. Imbarazzante essere trattati così, bella figura… in conclusione io, che voglio restare dipendente e parte di questa che io considero famiglia, ma ripeto non a Calenzano, ho preso, con l’ultimo comunicato aziendale, l’ennesimo schiaffo. Punto”.

MARTINA: “IO, IN PH DAL 2006, CHE QUI HO ANCHE COMPRATO LA CASA…”

“Era il 2006 quando sono entrata il pH, avevo 21 anni ero al mio primo vero lavoro e si respirava una bella aria in azienda, ho avuto la fortuna di lavorare in entrambi le sedi ed è sempre stato così.

Un clima familiare, dove ti sentivi davvero parte di questo ingranaggio pensando che in fondo era anche per il tuo lavoro che stava crescendo, chiedendo a tutti noi non pochi sacrifici ma sempre fatti con la consapevolezza che era dovere farlo.

Nasco, cresco e lavoro in questo paese e anche per questo ho deciso di fare scelte personali che mi hanno portato alla nascita della mia famiglia, l’acquisizione di una casa, la stipula di un mutuo, soprattutto per la vicinanza casa-lavoro per poter crescere e seguire le mie bambine sempre.

Poi l’arrivo di una multinazionale dove diventi un numero alla fine, un colosso del lavoro che adesso ci sta togliendo il diritto al lavoro, spostando l’azienda dalla parte opposta della provincia con 45 km di distanza dalla vecchia sede, senza dare spiegazioni, sminuendo il mio territorio non ritenendolo alla loro altezza, sminuendo noi lavoratori non includendoci negli investimenti della pH 2.0.

Adesso non si respira più quella bella aria ma anzi fa male vedere negli occhi di colleghi ormai amici la paura per un futuro incerto”.

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