Cari compagni: Intervengo nel vostro dibattito precongressuale perchè credo fermamente che ci sia la necessità di un “salto di qualità” nella politica locale.
Sono cosciente che in primis devo pensare al mio partito (socialista) e non voglio neppure influenzare il vostro dibattito interno ma poiché siamo in maggioranza insieme mi sento di sollevare alcuni problemi che insieme dovremmo risolvere.
Mi rivolgo a voi come partito maggioritario della coalizione che da tempo governa questo nostro territorio.
Entrambi i partiti scontano l’ondata di antipolitica che pervade il Paese ma proprio per questo abbiamo il dovere di ripartire dai nostri territori e dalle nostre comunità locali.
In cui profondo e radicato è ancora il senso di appartenenza al nostro schieramento politico, per continuare a combattere per il nostro futuro battendoci contro egoismi, personalismi e tutte quelle finte tematiche che hanno portato la destra al potere in Italia.
Non possiamo partire che da noi stessi con una profonda riflessione sui contenuti della nostra azione.
Più che sugli errori porrò l’accento su cosa dobbiamo fare per risalire la china.
Io sono profondamente convinto che sia necessario “tornare a fare politica nelle nostre comunità”.
Come PSI locale ci siamo dati un programma di legislatura che deve tendere essenzialmente a riavvicinare i cittadini alle istituzioni locali.
Cerchiamo di spiegare ogni volta che ci è possibile che il ruolo dei cittadini non finisce andando a votare per l’ elezione dei consiglieri comunali, quello è solo il primo passo,i cittadini devono sapere chi sono gli eletti quali uffici a cui rivolgersi per soddisfare le proprie esigenze trovando sempre corrispondenza dai dipendenti pubblici che si devono sentire al loro servizio e non viceversa.
Questo è un compito difficilissimo ma essenziale se vogliamo imprimere una svolta al nostro territorio.
Altro servizio importantissimo è quello di coinvolgere i cittadini nella gestione dei servizi territoriali.
Per far queste cose e necessario ricostruire i partiti a livello locale combattendo chi dice che della politica se ne può fare a meno.
E’ inutile fare i congressi, o nominare tizio e caio segretario, se non si ha ben chiaro la direzione da intraprendere e soprattutto se non si dibattono i problemi dei nostri territori e dei nostri cittadini ma per far questo occorre un minimo di organizzazione e molta volontà di impegnarsi per il bene pubblico.
Parlare di socialità, di lavoro, di cultura, di economia, significa fare politica e non dobbiamo aver paura di affrontare temi anche scomodi e critiche alle nostre amministrazioni ma dobbiamo aver la capacità di ascoltare per ritrovare sintonia con i nostri cittadini.
Per concludere due impegni e due proposte concrete.
1) Sono ormai oltre 100 anni dalla nostra divisione, io credo che sia l’ora di cominciare a ricostruire l’unità del nostro schieramento a cominciare dai nostri territori locali e non attardarsi in un dibattito che finora a prodotto solo divisioni.
2) Dobbiamo costruire un solo obbiettivo “+Europa unita” sconfiggendo quelle tendenze egoistiche che pervadono le nostre comunità locali con uno slogan: “cittadini del mondo” non solo cittadini di Barberino Tavarnelle.
Rino Capezzuoli
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