spot_img
spot_img
spot_img
spot_img
mercoledì 24 Giugno 2026
spot_img
spot_img
Altre aree
    spot_img

    Facilitatori relazionali nei pronto soccorso: al via la sperimentazione. Anche a Torregalli e Ponte a Niccheri

    Sono professionisti non sanitari incaricati di favorire una comunicazione comprensibile e non conflittuale con pazienti e familiari

    FIRENZE – Sono entrati in servizio la scorsa settimana nei pronto soccorso degli ospedali dell’Asl Toscana Centro i facilitatori relazionali, professionisti non sanitari incaricati di favorire una comunicazione comprensibile e non conflittuale con pazienti e familiari.

    L’iniziativa rientra nella sperimentazione del progetto regionale, che coinvolge anche altre aziende sanitarie e ospedaliere della Toscana.

    Per quanto riguarda l’Asl Toscana centro, i facilitatori sono presenti negli ospedali Santo Stefano di Prato, San Jacopo di Pistoia, San Giuseppe di Empoli e, a Firenze, Santa Maria Annunziata, San Giovanni di Dio e Santa Maria Nuova.

    I facilitatori relazionali sono facilmente riconoscibili grazie a un gilet giallo.

    Selezionati attraverso un bando regionale, non svolgono compiti di diagnosi, cura o assistenza sanitaria, ma operano nella gestione relazionale dell’utenza, in particolare nelle interazioni tra la sala d’attesa e l’area di osservazione.

    Tra i requisiti di ammissione, l’aver conseguito la laurea triennale in Psicologia, Educazione e formazione, Mediazione linguistica, Comunicazione, Servizi sociali o Scienze sociali per la cooperazione, lo sviluppo e la pace.

    Il loro ruolo è quello di offrire supporto comunicativo a pazienti e familiari in attesa o in trattamento, contribuendo a ridurre situazioni di stress e tensione e affiancando il personale sanitario nelle attività di relazione con l’utenza.

    I facilitatori, prima dell’ingresso in servizio hanno seguito uno specifico corso di formazione regionale.

    Nei giorni scorsi, hanno iniziato a conoscere i percorsi interni dei Pronto Soccorso e la loro attività si svolge di norma in turni di 6 ore.

    Ogni ospedale dell’Asl Toscana Centro dispone di due facilitatori, ad eccezione dell’ospedale di Prato, dove ne sono previsti quattro in considerazione del più elevato numero di accessi.

    “Il pronto soccorso è la prima porta di ingresso dell’ospedale, ma può essere anche il luogo dove si accendono più tensioni” spiega il direttore del Dipartimento di Emergenza e Area Critica dell’Asl Toscana centro, dottor Simone Magazzini.

    “Per questo – aggiunge – figure come i facilitatori relazionali possono aiutare a intercettare eventuali segnali di tensione, favorire una de-escalation del conflitto e offrire un supporto informativo agli utenti e ai familiari fin dal momento dell’arrivo in pronto soccorso”.

    “Si tratta di momenti delicati – conclude Magazzini – che possono richiedere interventi di sostegno e comunicazione per accompagnare al meglio i pazienti”.

    Il direttore del pronto soccorso dell’ospedale San Giovanni Di Dio, Gianfranco Giannasi, con le due facilitatrici

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

    Sostieni il Gazzettino del Chianti

    Il Gazzettino del Chianti e delle Colline Fiorentine è un giornale libero, indipendente, che da sempre ha puntato sul forte legame con i lettori e il territorio. Un giornale fruibile gratuitamente, ogni giorno. Ma fare libera informazione ha un costo, difficilmente sostenibile esclusivamente grazie alla pubblicità, che in questi anni ha comunque garantito (grazie a un incessante lavoro quotidiano) la gratuità del giornale.

    Adesso pensiamo che possiamo fare un altro passo, assieme: se apprezzate Il Gazzettino del Chianti, se volete dare un contributo a mantenerne e accentuarne l’indipendenza, potete farlo qui. Ognuno di noi, e di voi, può fare la differenza. Perché pensiamo che Il Gazzettino del Chianti sia un piccolo-grande patrimonio di tutti.

    Leggi anche...