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giovedì 7 Maggio 2026
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    Ospedale di Torregalli a Firenze, la denuncia di Fp e Spi Cgil: “Visibili segni di degrado”

    Stamani il presidio di protesta davanti all'ingresso: "Urgono assunzioni e interventi per la riqualificazione delle strutture"

    FIRENZE – “Sono passati oltre 16 anni dagli ultimi lavori di riqualificazione che hanno interessato l’ospedale San Giovanni di Dio con la costruzione del padiglione Leonardo da Vinci che, dopo tanti anni, finalmente diede una sede dignitosa ai servizi della chirurgia e della salute mentale, con la promessa che sarebbero seguiti a ruota la ristrutturazione del già allora vecchio e fatiscente padiglione Amerigo Vespucci, sede del pronto soccorso e di tanti altri servizi di degenza. Da allora più nulla è stato fatto”.

    Lo dicono Fp Cgil e Spi Cgil Firenze, che stamani hanno organizzato un presidio di protesta.

    “Si è lasciato che incuria e abbandono continuassero ad affliggere la maggioranza dei servizi di degenza – viene aggiunto – ormai privi dei più elementari requisiti per l’accreditamento sanitario, vista l’assenza di servizi igienici divisi per genere e dedicati a persone con handicap, con impianti di condizionamento insufficienti per mantenere il clima ideale all’interno dei locali”.

    Per denunciare questa situazione, stamani Fp Cgil e Spi Cgil hanno (come detto) effettuato un presidio davanti all’ingresso del Nuovo Ospedale San Giovanni di Dio in via di Torregalli.

    “Nel 2011 – prosegue il sindacato – la Regione Toscana, a fronte di un incremento notevole del numero degli accessi al pronto soccorso, propose la costruzione di un nuovo stabile, abbandonando il progetto di ristrutturazione dei locali attuali, che avevano già allora evidenziato la loro completa inadeguatezza strutturale e funzionale”.

    “A parte piccoli lavori di riqualificazione di alcuni locali del quinto piano, però, nulla è stato fatto – denunciano – nella speranza che prima o poi i lavori del nuovo pronto soccorso sarebbero partiti e con il solito ritornello che non c’era nessuna risorsa da destinare alla riqualificazione”.

    “Il risultato è stato che in questi anni la vecchia struttura costruita negli anni ’70 ha dato visibili segni di degrado – ribadiscono – a partire da un impianto di condizionamento che rende insopportabili le attività lavorative e la vita dei degenti nei mesi più caldi della stagione, per finire agli impianti di erogazione dell’ossigeno che più volte, soprattutto durante la pandemia Covid, hanno mostrato tutta la loro inadeguatezza. Si rilevano inoltre reparti di degenza sporchi e fuori norma e situazioni di degrado nelle sale d’attesa del pronto soccorso”.

    “Non ci rassegniamo all’idea di aspettare l’inizio dei lavori del nuovo pronto soccorso – rilanciano Fp Cgil e Spi Cgil – data prevista 2027 inoltrato, ma chiediamo di procedere fin da subito a riqualificare i locali di degenza, presenti nel vecchio padiglione, e i percorsi di accesso ai vari servizi”.

    E avanzano queste richieste: programmazione di un piano pluriennale di interventi per la riqualificazione dei reparti di degenza, così come è stato fatto nel presidio ospedaliero Santa Maria Annunziata, con particolare attenzione alla messa a norma e all’aumento del numero dei servizi igienici.

    Introduzione in ogni servizio di degenza di un turno OSS h24 in aggiunta ai turni infermieristici già presenti e aumento delle ore di sanificazione nei reparti, attualmente del tutto insufficienti a coprire in modo efficace la pulizia dei locali.

    La messa in atto di un progetto sociale che veda il coinvolgimento della Società della Salute, associazioni e cooperative sociali e abbia come principale obiettivo trovare spazi idonei ai numerosi homeless che ogni sera pernottano nei locali d’attesa del pronto soccorso, causando gravi disagi agli utenti e ai loro familiari.

    Prevedere la riapertura dei 10 posti letto dedicati alle cure palliative, chiusi durante il Covid e non più riaperti, che per anni hanno servito l’intera zona fiorentina nord-ovest e i 25.000 abitanti del Q4 fiorentino.

    L’arrivo dei posti di cure intermedie, previsti in un primo momento dal PNRR per la zona fiorentina sud-est e successivamente dirottati sull’ospedale San Giovanni di Dio per non perdere il finanziamento europeo, non devono assolutamente essere sostitutivi degli attuali posti letto di medicina presenti nel presidio.

    Mantenimento del punto di accesso diretto PIR in continuità con l’attuale servizio.

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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