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sabato 30 Maggio 2026
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    Cooperativa Le Rose: “A settembre i ragazzi costretti a lasciare la storica sede in via di Quintole”

    "Costretti a trasferirsi in una nuova struttura a Casalta, a San Casciano. Una scelta obbligata: l'alternativa sarebbe stata la revoca immediata del servizio da parte della Società della Salute"

    LE ROSE (IMPRUNETA) – Il prossimo 2 giugno si terrà l’annuale festa della cooperativa sociale Le Rose, “che sarà l’occasione per fare il punto sulla difficile situazione che la cooperativa vive da anni” dicono dalla cooperativa imprunetina.

    “Da settembre 2026 – raccontano – a causa dell’inagibilità della sede di via Quintole, decretata dai tecnici inviati dall’Asl, il centro diurno si trasferirà in una nuova sede nel comune di San Casciano (Casalta di Sotto), al fine di evitare la fine del servizio”.

    “Rimane però aperta la questione relativa agli spazi della sede attuale – aggiungono – che per oltre 30 anni è stata luogo di inclusione e di educazione, aperto a tutta la cittadinanza: proprio per affermare il valore di bene comune di quel luogo prende vita l’associazione Le Rose”.

    “Si chiedono alle istituzioni una transizione graduale tra le due sedi – sottolineano – e la riapertura del tavolo di co-progettazione sugli spazi di via Quintole per le Rose”.

    “A partire da settembre prossimo – ribadiscono – gli operatori e i ragazzi del centro diurno dovranno lasciare la sede storica di via Quintole, che è stata la loro “casa” per oltre 30 anni, per trasferirsi in una nuova struttura a Casalta, nel comune di San Casciano. Questo trasferimento è diventato una scelta obbligata: l’alternativa sarebbe stata la revoca immediata del servizio da parte della Società della Salute. Questo avrebbe comportato la dispersione degli utenti fragili in altre strutture e la perdita del posto di lavoro per tutti gli operatori”.

    “La crisi è iniziata ormai 5 anni fa – ricordano – quando la proprietà dell’immobile, ovvero l’Azienda sanitaria locale (ASL), ha dichiarato inagibile la sede di via Quintole delle Rose. Da quel momento, è iniziato un confronto con le istituzioni che, tuttavia, non ha mai portato a proposte concrete per risolvere il problema della struttura, se non la richiesta di spostarsi altrove, rinunciando a 30 anni di storia e investimenti sul territorio. Per evitare di esporre gli utenti e le loro famiglie a una gravosa precarietà e alle pressioni delle istituzioni, la cooperativa ha dovuto accettare lo spostamento a Casalta”.

    “La giornata del 2 giugno prossimo non segna però la fine dell’esperienza delle Rose – puntualizzano – bensì la nascita dell’associazione Le Rose. In trent’anni di attività, questo laboratorio sociale ha dimostrato come sia possibile integrare la disabilità all’interno di una comunità plurale attraverso l’arte, il contatto con la natura e la bellezza, trasformando la sede stessa di via Quintole in un “bene comune”. L’associazione Le Rose nasce proprio con l’obiettivo di continuare a presidiare, abitare e custodire questo luogo storico con l’aiuto di tutta la cittadinanza”.

    “Già 5 anni fa – riprendono – le istituzioni avevano promesso l’avvio di un tavolo di co-progettazione sugli spazi di via Quintole, che non ha mai preso avvio: la ASL infatti non ha firmato il protocollo d’intesa, nonostante questo fosse già stato sottoscritto da tutti i comuni e dalla Cooperativa. Negli anni la Cooperativa ha fatto proposte di ristrutturazione e collaborazione, che non hanno però trovato un riscontro concreto. Gli ultimi confronti con la proprietà hanno messo in luce che al momento non ci sono progetti per l’area: l’allontanamento della cooperativa rischierebbe di portare il luogo all’abbandono oppure in futuro alla vendita, sottraendolo così alla cittadinanza e alla comunità che da anni lo anima. La nuova associazione nasce per impedire che questo accada”.

    Da qui le richieste alle istituzioni, “per garantire il benessere degli utenti e la tutela del territorio, le richieste ufficiali rivolte alla proprietà e alle istituzioni”.

    Ovvero, “una transizione graduale: poter svolgere il passaggio del servizio di centro diurno
    dalla sede storica a quella di Casalta in modo progressivo, così da permettere agli utenti di abituarsi gradualmente al nuovo spazio”.

    E ancora, “l’uso transitorio degli spazi aperti: ottenere la gestione temporanea delle aree
    all’aperto di via Quintole delle Rose, a condizioni da concordare con la proprietà, per evitare che cadano in uno stato di totale abbandono”.

    Infine, la “riapertura del tavolo di co-progettazione: riaprire immediatamente il confronto con la proprietà e le istituzioni per riconoscere ufficialmente gli spazi di via Quintole come Bene Comune, garantendo che rimangano accessibili a tutti i cittadini con futuri progetti sociali ed educativi”.

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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