Fabbrica, quattro contadini trucidati dai nazifascisti: il ricordo della comunità 82 anni dopo

La cerimonia si è tenuta nel borgo con don Rosario Landrini e l'assessore Niccolò Landi. Le celebrazioni della Liberazione di San Casciano proseguono con un programma importante

FABBRICA (SAN CASCIANO) – Era il 24 luglio 1944. Un manipolo di tedeschi fece irruzione nella casa di Bruno Viviani dove vivevano alcune famiglie di sfollati, e catturarono Brunetto Bartalesi, Giuseppe Vermigli, Carlo Viviani e lo stesso Bruno Viviani.

Due adulti e due anziani: furono arrestati, condotti dai soldati nazifascisti al di fuori dell’edificio e poi fucilati a colpi di mitraglie nella vicina Fornace di Fabbrica.

Solo Carlo Viviani, ferito, riuscì a salvarsi fingendosi morto e a testimoniare che i tedeschi prima di uccidere gli uomini li accusarono di essere partigiani.

Carlo Viviani morì qualche anno dopo, nel 1948, a causa di una malattia, mentre riuscì a salvarsi il dodicenne Varis Viviani, che i tedeschi rimandarono a casa facendolo unire al gruppo delle donne. 

Ancora un gruppo di contadini vittime del secondo conflitto mondiale, i “martiri di Fabbrica”, che non ebbero nulla a che fare con la guerra, trucidati dalla barbarie nazifascista.

Vite interrotte nel cuore della campagna chiantigiana, dove la quotidianità degli abitanti era scandita dal legame profondo e semplice con la terra, l’attaccamento alla famiglia, l’appartenenza ai luoghi di origine.

I fatti che la Storia con la “s” maiuscola continua a portare alla luce grazie alla cultura della memoria coltivata dall’amministrazione comunale e dalla comunità locale parlano ancora, a distanza di 82 anni, di verità da non dimenticare, di momenti di commemorazione necessari a tenere accesi e vivi il ricordo e la testimonianza di un tempo, di un dolore che rischia di cadere nell’oblio.

Un’intera comunità ha ricordato ieri, venerdì 24 luglio, l’efferatezza del passaggio del fronte e il segno che la brutale ferocia nazifascista in ritirata ha impresso negli abitanti del borgo di Fabbrica, nel comune di San Casciano.

La strage è stata ricordata con la celebrazione della Santa Messa nella chiesa di Sant’Andrea in Fabbrica, in suffragio delle vittime dell’eccidio, alla presenza del parroco don Rosario Landrini e dell’assessore Niccolò Landi.

“Alla luce di quanto è avvenuto 82 anni fa – dichiara l’assessore Landi – ribadiamo con fermezza e convinzione che la risposta migliore ad ogni rigurgito di violenza, alla discriminazione e all’aggressività, diffusa in ogni dimensione della nostra vita, compresa quella virtuale, è l’unità tra le persone, il dialogo, la partecipazione”.

“La tenuta sociale – sottolinea – di una comunità che tutti siamo chiamati responsabilmente a costruire, a rafforzare con un lavoro quotidiano, un percorso di ascolto reciproco, di attenzione e cura verso i bisogni effettivi e concreti dei più fragili, di coesione tra le generazioni che non dobbiamo mai dare per scontata”.

“Le occasioni dedicate al ricordo, agli approfondimenti, alla ricerca, allo studio – conclude Landi – sono fondamentali per alimentare quell’indispensabile processo che ci fa sentire parte attiva di una comunità in cui diritti e doveri vengano rispettati, esercitati, tutelati, tramandati”.

Tra i cittadini presenti anche Francesco Vermigli e Mirella Lotti, figlia di Giuliano Lotti, vittima della vicina strage di Pratale che si consumò il giorno prima.

L’assessore Landi ha deposto una corona al Monumento. Uno dei cittadini che da anni coinvolge le nuove generazioni in un percorso di valorizzazione, studio e ricerca della memoria locale, Gabriele Sani, ha arricchito la cerimonia con la lettura “La fede non basta”.

Liberazione, le celebrazioni dell’82esimo anniversario proseguono

Le celebrazioni dell’82º anniversario della Liberazione dal nazifascismo di San Casciano proseguono questa sera, sabato 25 luglio, alle ore 21.30 in piazza Vittorio Veneto a Mercatale.

Con l’evento “Potente, storia di una gioventù preziosa” di Daniele Lamuraglia con Luisa Cattaneo e Massimo Savianti, accompagnati alla fisarmonica da Emiliano Benassai.

Inoltre al circolo Arci di San Casciano alle ore 19.30 è stata organizzata la pastasciutta antifascista, accompagnata e seguita dalla lettura collettiva di testi resistenti a cura di Tiziana Giuliani e dei volontari e delle volontarie del circolo.

Il giorno della Liberazione di San Casciano, lunedì 27 luglio, l’arena entro le mura accoglierà uno spettacolo di danza in programma alle ore 21.30 nell’ambito del progetto d’arte contemporanea “Planetario – 2026 Segni contemporanei sotto il cielo del Chianti”.

Protagonista la Compagnia Virgilio Sieni in “Sonate Bach di fronte al dolore degli altri”.

Le celebrazioni si concluderanno con la serata prevista venerdì 31 luglio alle ore 21 nel piazzale de La Romola in cui sarà deposta la corona alla targa in ricordo dei soldati neozelandesi caduti per la Liberazione.

Sono previste le letture di Silvia Niccolai, Pierluigi Berdondini, Maurizio Mondini ed Elena Miranda alla presenza dell’autrice Silvia Nanni che ha scritto Resistenza femminile plurale.

Tutte le iniziative sono ad ingresso libero.

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