Ieri sera, subito dopo il tramonto del Sole, molti si saranno accorti di due astri nel cielo, piuttosto vicini e luminosi.
Alcuni avranno riconosciuto di quali oggetti si trattasse, altri avranno solo ammirato la bellezza di quella rappresentazione celeste, evidenziata dal bel crepuscolo serale.
Si trattava, anche in questo caso, di una bella congiunzione fra due pianeti: Giove e Venere.
Non molto stretta, come avvenne nel marzo del 2023, ma lo tesso affascinante da vedere.
La parola congiunzione (come il fenomeno dell’occultazione), come ho avuto modo di dire in altre occasioni, fra corpi celesti, che siano stelle o pianeti, è solo apparente, infatti a noi osservatori il cielo appare come una tavola piatta, mentre la terza dimensione, che renderebbe riconoscibile l’effettiva lontananza fra di loro, è impossibile da osservare.
Infatti il pianeta Giove, che si trova su un’orbita esterna (prendendo come punto di riferimento il Sole) rispetto alla Terra, si trova a una distanza dal nostro pianeta di circa 904.560 Km, mentre Venere, che si trova invece su un orbita interna rispetto alla Terra, è distante circa 179.000 Km.
I due puntini, invece, che si possono osservare sulla destra, in alto rispetto ai due pianeti, sono le stelle alfa e beta della costellazione dei gemelli, meglio conosciute come Polluce e Castore, e si trovano rispettivamente a una distanza di 33,78 e 51,55 Anni Luce (Un anno luce corrisponde a circa 9000 miliardi di Km).
Mauro Muscas
©RIPRODUZIONE RISERVATA



































