Peste suina africana: dalla Regione nuove indicazioni ai Comuni toscani

Il virus colpisce maiali e cinghiali ma le persone possono trasportarlo involontariamente attraverso fango e residui presenti su calzature, ruote, attrezzature e veicoli. Ecco le misure da adottare

FIRENZE – La Regione Toscana ha trasmesso a tutti i sindaci una nota sulle misure di biosicurezza e di controllo previste del Commissario straordinario alla Peste suina africana (Ordinanza n. 4/2026).

Attualmente le zone soggette a restrizione interessano alcuni territori delle province di Lucca, Massa-Carrara, Pistoia e Prato.

La Peste suina africana colpisce esclusivamente maiali e cinghiali e non si trasmette all’uomo. Le persone, tuttavia, possono trasportare involontariamente il virus attraverso fango e residui presenti su calzature, ruote, attrezzature e veicoli.

Le aree, si legge, sono classificate in tre zone:  zona I, ad alto rischio ma senza casi accertati; zona II, con presenza della malattia nei cinghiali; zona III, con presenza della malattia nei suini domestici, con o senza casi nei cinghiali.

Nelle zone II e III, le attività all’aperto nelle aree agricole e naturali – tra cui trekking, ciclismo, pesca, lavori agricoli e forestali, ricerca di funghi e tartufi, manifestazioni, campeggi, utilizzo delle aree picnic, transumanza e alpeggio – devono svolgersi rispettando specifiche misure di biosicurezza.

Per le attività agricole e forestali alcune prescrizioni si applicano anche nella zona I.

Non si tratta di un divieto generalizzato ma è indispensabile rimanere sui sentieri e sui percorsi segnalati, tenere i cani al guinzaglio, non abbandonare rifiuti o avanzi di cibo e non alimentare i cinghiali.

Ma anche parcheggiare nelle aree indicate, evitando prati e zone con vegetazione, pulire e disinfettare calzature, ruote, attrezzature e mezzi dopo le attività, utilizzare prodotti disinfettanti idonei, rispettando scrupolosamente le indicazioni riportate sulle confezioni.

Per le attività che prevedono la partecipazione di più di 20 persone è necessario ottenere preventivamente il parere favorevole dell’Azienda sanitaria competente. Il promotore deve inoltre informare tempestivamente il Comune interessato.

I Comuni sono chiamati ad affiggere l’apposita segnaletica nelle zone sottoposte a restrizione, diffondere le indicazioni alla cittadinanza e assicurare, dove previsto, l’organizzazione degli accessi, delle aree di parcheggio e dei necessari controlli.

In caso di ritrovamento di un cinghiale morto, ferito o in evidente difficoltà, non bisogna avvicinarsi né toccare l’animale.

Occorre memorizzare la posizione e contattare il numero unico regionale 0573306655, attivo tutti i giorni, festivi compresi, dalle ore 8 alle ore 20.

L’elenco dei Comuni interessati e tutti gli aggiornamenti sono disponibili nella sezione della Regione Toscana dedicata alla “Peste suina africana”.

La collaborazione di cittadini, associazioni, organizzatori e istituzioni è fondamentale per impedire la diffusione della malattia e tutelare gli allevamenti, il patrimonio zootecnico e le filiere produttive della Toscana.

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