IMPRUNETA – “Il Comune di Impruneta si conferma un territorio di inefficienza e disagio”: ad affermarlo sono i consiglieri comunali di Voltiamo Pagina, Matteo Zoppini, Gabriele Franchi.
“Lo scorso luglio – spiegano – ai cittadini over 50 sono arrivate le comunicazioni e i test per la prevenzione del cancro dell’intestino, iniziativa promossa dall’Azienda Sanitaria in collaborazione con ISPRO”.
“La data preferibile indicata come termine ultimo per la consegna dei campioni era il 31 agosto – riprendono – anche se è prevista la presenza dell’unità mobile dell’ISPRO per il ritiro nei giorni 8, 9 e 10 settembre”.
“Il problema – rimarcano -è che l’unico luogo di ritiro dei campioni è la Casa di Comunità di Impruneta: quindi, un unico punto di ritiro nel capoluogo per tutto il territorio comunale”.
“E’ probabile – ipotizzano -che molte persone, in particolar modo tra coloro che hanno difficoltà negli spostamenti, rinunceranno a fare il test per l’impossibilità di riconsegnare i campioni”.
“Sarebbe sembrato logico prevedere un secondo punto di ritiro a Tavarnuzze – sottolineano – così da offrire un servizio più adeguato agli abitanti della frazione e in generale tutelare tutti i residenti del territorio”.
“Invece – incalzano Franchi e Zoppini – l’Azienda Sanitaria si muove con menefreghismo e l’amministrazione comunale le va dietro senza muovere un dito. L’unico collegamento promosso tra Tavarnuzze e Impruneta è stata la navetta per Impruneta Go, un costoso giochino per portare le persone nel paese dei balocchi di Lazzerini, Gennai e compagnia”.
“A Impruneta basta fare festa – dicono caustici – organizzare eventi di distrazione di massa e promuovere il tutto con una martellante propaganda: panem et circenses, nella più classica delle tradizioni”.
“Noi però rifiutiamo questa logica – concludono – e non accettiamo che i problemi reali dei cittadini rimangano da una parte”.
Sulla vicenda dei test ISPRO il consigliere regionale Matteo Zoppini presenterà a breve un’interrogazione in Regione, “così da chiedere conto delle ragioni di un simile e vergognoso disservizio”.
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