Lettera al giornale: “Tutti i punti deboli della raccolta porta a porta dei rifiuti”

Un altro lettore scrive al Gazzettino del Chianti. Fra le valutazioni anche il fatto che sia "classista, chi ha grandi spazi non ha problemi a tenere i contenitori, chi ha case piccole va in difficoltà"

Buongiorno. 

Abito nel comune di Bagno a Ripoli e condivido in pieno i pensieri sulle criticità sollevate dai cittadini del comune di San Casciano. 

“Raccolta porta a porta scomoda e non adeguata alle esigenze di chi lavora lontano”

Premetto che io sono uno strenuo sostenitore della raccolta differenziata, la faccio fin da quando ero bambino e la promuovo da sempre ogni volta che ne ho l’occasione. 

Detto questo, trovo che il sistema di raccolta porta a porta abbia molti punti deboli.

Innanzitutto obbliga le persone ad essere in casa in certi orari praticamente tutti i giorni. Questo può andare in contrasto con esigenze lavorative, affettive, familiari, di salute e personali in generale.

Faccio qualche esempio pratico.

Nella mia zona la raccolta avviene la sera dopo le 22, con obbligo di esposizione dei contenitori dalle 20 alle 22. Se una persona lavora di notte ed esce da casa alle 19 come dovrebbe fare?

O se lavora fino a tardi e va a cena fuori, quando torna a casa potrebbe essere troppo tardi.

Oppure qualsiasi assenza da casa per alcuni giorni rende il conferimento un problema. Se una persona dovesse partire ad esempio la domenica avrebbe la casa piena di rifiuti, in particolar modo l’organico, raccolto l’ultima volta il giovedì. Che cosa dovrebbe fare? 

Se esistesse una alternativa valida questo problema si potrebbe non dico risolvere ma quanto meno mitigare.

Ma anche nei centri ecologici presenti sul territorio non vengono accettati tutti i tipi di rifiuti (non viene accettato il residuo indifferenziato e fanno storie anche per l’organico, in quanto potrebbero accettare solo sfalci di vegetazione o rifiuti simili e non la normale raccolta di scarti alimentari), rendendo impossibile il conferimento. Inoltre i centri sono pochi e lontani da molti centri abitati. 

Trovo inoltre in qualche modo “classista” questo metodo di raccolta, che prevede di tenere in casa almeno tre contenitori per la differenziata.

Chi ha una casa grande o uno spazio esterno non ha questo problema, ma molte persone vivono in case molto piccole e hanno difficoltà a gestire anche solo l’ingombro dei contenitori.

Per non parlare poi dell’eventuale necessità di tenere in casa i rifiuti in attesa del giorno di consegna:  soprattutto con il caldo il materiale dell’organico può iniziare putrefarsi, generando cattivi odoro e rischi igienico-sanitari.

Inoltre, oltre ai problemi relativi alla presenza di fauna selvatica, c’è anche la questione di decoro urbano.

È vero, i cassonetti non sono certo belli da vedere, ma lo sono forse ogni sera decine di bidoncini davanti alle case e spesso in mezzo alla strada (pensate ad un condominio di 10 o più appartamenti.

Se ogni sera tutti i condomini conferissero il bidone, le strade sarebbero invase. Su questo meritano poi una menzione i furbetti che probabilmente non hanno mai ritirato i bidoni e continuano a lasciare i sacchi poggiati a terra o dentro ai bidoni degli altri.

Infine poi il costo. Quanto costano tutti questi contenitori? E quanto costano tutti i mezzi e gli operatori che raccolgono ogni giorno i rifiuti?

In conclusione ritengo che queste difficoltà rendano meno efficace la raccolta differenziata. Le persone sensibili al tema che già la facevano, continueranno a farla ma con molte difficoltà in più.

Gli incivili che invece non l’hanno mai fatta, saranno spinti ancora di più ad abbandonare rifiuti in giro o a trovare modi alternativi (capitolo a parte meriterebbe il discorso della taric e del “tracciamento” dei conferimenti, sistema molto facilmente aggirabile dai furbetti, ma mi dilungherei troppo).

Sono consapevole che il sistema di raccolta differenziata è molto complesso da gestire, ma credo che la raccolta porta a porta non sia la risposta giusta al problema. Le amministrazioni dovrebbero ascoltare di più i cittadini.

Niccolò Landi 

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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