SAMBUCA (TAVARNELLE) – Prima di tutto una precisazione doverosa: la proprietà ha il sacrosanto diritto di tenere un bene nelle condizioni che ritiene opportune, basta che (ovviamente) si rispettino tutti i parametri di legge.
Una precisazione che sentiamo di fare prima di parlare delle condizioni dell'ormai ex lago di pesca sportiva della Sambuca: condizioni che vedete nelle foto che trovate qui sopra.
Quindi la proprietà non ha nessun obbligo particolare, né di sistemarlo, né di trovare chi lo affitti e lo faccia rivivere: può (sempre che si rispettino come detto tutte le leggi) tenerlo così.
A noi però, come chiantigiani e come ex fruitori (tanti anni fa…) del lago in questione, rimane tanta malinconia nel vederlo ridotto in queste condizioni.
Una pozza d'acqua in riva alla Pesa, con le strutture che franano, le erbacce che incalzano. Senza speranze.
Eppure qui un tempo risuonavano le voci dei bambini (anche di chi scrive), si passavano domeniche in compagnia, si imparava a mettere un amo, a gettare la lenza in acqua, si provava l'emozione di avere un pesce "in canna".
Si tenevano gare di pesca, anche notturne. Insomma, c'era la vita.
Inoltre, per un piccolo paese come la Sambuca, rappresentava un punto di riferimento importante oltre che un luogo di ritrovo.
Ma tant'è: i tempi cambiano, probabilmente anche i gusti delle persone che magari non si "accontentano" più… di un pomeriggio al lago alla Sambuca.
Rimane però tanta malinconia e tristezza nel vedere un luogo che era vivo e sociale, diventare lugubre e spettrale. Senza speranze.
di Matteo Pucci
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