TAVARNELLE – Un’anteprima apprezzata dal pubblico quella messa in scena il 23 luglio, che alla fine ha tributato un lungo applauso al docufilm “Kia Ora. La liberazione del Chianti e di Firenze attraverso le storie del 28mo Battaglione Maori”.
Sul palco allestito per l’occasione il sindaco di Tavarnelle David Baroncelli, Stefano Fusi coautore del docufilm e il direttore dell’Istituto storico della Resistenza in Toscana Simone Neri Serneri, oltre ai sindaci di Barberino, San Casciano, il presidente A.N.P.I. di Barberino e Tavarnelle Adelmo Franceschini e il luogotenente della Stazione carabinieri Giuseppe Cantarero.
A introdurre la serata il sindaco David Baroncelli, il quale ha sottolineato l’importanza storica dei fatti avvenuti settanta anni fa nel territorio.
Ricordando che la scelta di fare vedere per la prima volta il docufilm non è casuale: il 23 luglio del 1944 è la data della liberazione del comune di Tavarnell. Qui la mattina, tra le 6 e le 7, il battaglione Maori fece ingresso in una Tavarnelle sconvolta dalla guerra.
A seguire hanno preso la parola Simone Neri Serneri e Stefano Fusi dopodiché… la proiezione. Tra il pubblico era presente anche il neozelandese Peter Hosking (con la consorte) il cui padre durante la guerra fu ucciso in località Romita (oggi sepolto al cimitero in località Girone a Fiesole) quando lui aveva solo tre anni.
Grazie ad una vecchia foto di un militare dell’epoca che aveva combattuto assieme al padre di Peter, tornato dopo tanti anni a Romita, Guido Parrini diede indicazioni dettagliate del soldato neozelandese ucciso in quanto il nonno aveva assistito a quel tragico momento. Da allora tra la famiglia Hosking e Parrini è nata una grande amicizia.
Nell’occasione in piazza Matteotti è stato montato un gazebo di presidio denominato "Pace Ora!" con l’intento di dare voce alle innumerevoli richieste di stop immediato in Medio Oriente e a tutti i conflitti presenti sul pianeta.
di Antonio Taddei
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