Oggi racconto-spettacolo di e con Massimo Salvianti. Partecipano alla messa in scena anche i giovani

TAVARNELLE – Per la prima volta la drammatica vicenda dell’eccidio di Pratale con la fucilazione, a poche ore dalla Liberazione di Tavarnelle, di dodici contadini ad opera delle truppe nazifasciste, sarà raccontata e interpretata dai ragazzi.

 

La testimonianza-spettacolo “Verdi germogli rosso il sangue”, presentato dal Teatro delle Storie, è tratto da "Il sangue e l’erba – la strage di Pratale 23 Luglio 1944" di Massimo Salvianti e andrà in scena oggi, domenica 27 luglio, alle 19 nel luogo della strage (località Pratale, Sambuca Val di Pesa).

 

Oltre a Massimo Salvianti, la rappresentazione vede la partecipazione straordinaria dei giovanissimi Marta Casini, Andrea Batacchi e della piccola Angela Tempestini che a soli nove anni canterà e suonerà il violino al fianco del fisarmonicista Emiliano Benassai.

 

La rappresentazione si inquadra nel programma delle celebrazioni promosse in forma condivisa dall’Unione comunale del Chianti Fiorentino e dal Comune di San Casciano in occasione del settantesimo anniversario della Liberazione.

 

“Lo spettacolo – commenta il sindaco di Tavarnelle David Baroncelli – nato nel luogo stesso dell'eccidio, una radura del bosco di Pratale, viene replicato nei giorni dell'anniversario con un’importante novità: il passaggio del testimone alle nuove generazioni perché queste ultime si facciano portavoci del valore della memoria condivisa, un progetto di Salvianti al quale va tutta la nostra stima per il lavoro condotto in stretta collaborazione con il Comune e l’impegno profuso sul piano artistico e umano sul tema della ricerca della verità storica”.

 

“A settant’anni dalla strage – commenta l’autore Massimo Salvianti – lo spettacolo vuole ricordare quel singolo luogo che è il luogo di tutte le stragi nazifasciste compiute sul territorio italiano tra il '43 e il '45, con l’obiettivo di informare, fissare bene nella memoria i fatti, gli accadimenti ed entrare davvero nei giorni di quel luglio a un passo dalla Liberazione, dalla fine delle sofferenze, della paura, che invece sprofondò nell'orrore più grande, più indicibile, più assurdo, più inumano”.

 

“Si vuole dare un segno tangibile – conclude Salvianti – del passaggio della memoria dell’evento, dell’effettivo tramandarsi delle parole e dei fatti legati a quell’episodio, con l’inserimento di alcuni giovani perché idealmente possano garantire un futuro alla divulgazione della tragedia”.

 

Info e prenotazioni: 333 4346525.

di Redazione

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