Fra loro l’ex presidente Massimo Lai: “Paolo Checcucci e… la macchina del fango”

GREVE IN CHIANTI – Prosegue l'avvicinamento pieno di tensioni e polemiche alle elezioni che, domenica 31 agosto, vedranno rinnovare il consiglio dell'Avg.

 

In queste settimane ne abbiamo dato conto a più riprese: stavolta tocca alla lettera aperta di alcuni soci dell'associazione, fra cui l'ex presidente Massimo Lai.

 

Una lettera durissima, in particolare riferita alle parole del tesorirere uscente Paolo Checcucci, che vi riportiamo qui sotto in forma integrale.

 

Forse non tutti sanno che nel Consiglio Direttivo dell’AVG tutti i Consiglieri, Presidente compreso, esprimono un voto ciascuno, per questo quanto di buono e di meno buono è stato fatto è merito o demerito di tutti i componenti.

 

Ci siamo sentiti quindi attaccati da quanto scritto dal signor Checcucci al pari dell’ex Presidente Lai e per questo abbiamo deciso di rispondere alle sue accuse assurde e al limite del ridicolo tutti insieme.

 

Premettiamo che fino a qualche mese prima della scadenza del Consiglio Direttivo triennio 2008/2011 abbiamo lavorato gomito a gomito con il signor Checcucci per 12 anni, abbiamo condiviso in piena armonia cene, feste, scampagnate e tante partite a briscola, ha goduto della nostra fiducia e stima incondizionate e dal canto suo il signor Checcucci non ha mai espresso disaccordo circa le decisioni assunte dal Direttivo né ha mai accennato alle accuse che sta muovendo oramai dalle scorse elezioni per il rinnovo delle Cariche dell’Associazione.

 

I fatti cui si riferisce risalgono infatti al 2008, non una parola fino alla vigilia delle elezioni del 2011, poi l’improvviso voltafaccia e il fango che piove da ogni parte sull’ex Presidente Lai e su tutti i sui collaboratori come se non si trattasse dell’elezione del Direttivo di un’Associazione di Volontariato ma di chissà quale alta carica istituzionale con la relativa indennità.

 

E ora è di nuovo tempo di elezioni e la macchina del fango, che non si è mai comunque arrestata, è tornata a spargere veleni su più larga scala.

 

Chi più e chi meno abbiamo subito tutti conseguenze a livello personale, le occhiate e i chiacchiericci della gente, le velate accuse di poca trasparenza nella gestione economica dell’Associazione e abbiamo taciuto per non inasprire conflitti di cui l’AVG proprio non ha bisogno ma ora crediamo sia giusto mettere la parola fine e far ascoltare ai Soci, ai Volontari e ai Grevigiani un’altra campana, anzi, cinque campane.

 

Al signor Checcucci piacerebbe vincere facile, dubitiamo infatti che anche un solo socio si prenderà la briga di scartabellare 3 anni di verbali per verificare quanto affermato dal signor Checcucci e anche noi dopo 6 anni non siamo certo in grado di affermare con certezza se del decreto ingiuntivo cui si riferisce il signor Checcucci  si sia discusso in una seduta consiliare o in maniera informale visto anche l’urgenza e la delicatezza del problema.

 

Quello che è certo e che tutti i Consiglieri ne furono celermente informati. Il signor Checcucci che fa il tesoriere dell’Associazione da 15 anni e quindi ha una certa esperienza, dovrebbe infatti riconoscere che nel caso di Direttivi composti da volontari e anche molto affiatati e attivi come lo era il nostro sono in realtà molte le questioni che si affrontano al di fuori di formali riunioni di consiglio, basti pensare che il Direttivo uscente, di cui il signor Checcucci fa parte, ha portato all’approvazione dell’Assemblea dei Soci la modifica integrale dello statuto dell’Associazione senza deliberarne né il testo né l’astronomico costo ma a nessuno e tantomeno a noi  è certo venuto in mente che fosse un’iniziativa personale del Presidente!

 

In ogni caso, magari il problema dell’AVG fosse il mancato ricorso al decreto ingiuntivo! Non crediamo ci sia necessità di ricordare al signor Checcucci quanti e di quali proporzioni fossero i problemi dell’AVG in quel periodo, e soprattutto indipendenti dalla nostra gestione; la mancata concessione del mutuo a copertura del fido accordato per la costruzione, il ritardato pagamento da parte della ASL per l’acquisto dell’immobile con inevitabili interessi che correvano e certo non ultimo il mancato pagamento da parte del Gruppo Insieme della loro parte di immobile che ancor’oggi non è stato saldato.

 

Tutti problemi secondari per il Tesoriere Checcucci.
 

 

Ma veniamo al nocciolo della questione: La Ditta costruttrice Tognozzi avrebbe fatto notificare il decreto ingiuntivo solo al presidente Lai e non alla sede dell’AVG debitrice? Non prendiamoci in giro. Copia del decreto fu regolarmente notificata alla sede dell’AVG e in considerazione dell’assidua presenza del signor Checcucci forse è stato anche il primo a leggerla.

 

Quello che è certo è che il signor Checcucci per la sua competenza e per la fiducia accordatagli dal  Consiglio ha seguito in maniera quasi esclusiva tutto l’iter dei lavori di ampliamento, dalla progettazione all’esecuzione dei lavori, ai rapporti con la Ditta costruttrice.

 

Secondo quanto riferì il Checcucci fu proprio il responsabile della Ditta a tranquillizzarlo circa il decreto ingiuntivo, sostenendo che l’atto era necessario alla Ditta stessa per dimostrare l’esistenza di crediti e che quindi, testuali parole del signor Checcucci, “occorreva tenere un profilo basso” e continuare a trattare direttamente con la Ditta, senza l’incarico ad un legale, visto anche che la concessione del mutuo e quindi la possibilità di estinguere il debito sembravamo potersi realizzare in tempi molto brevi.

 

Sì, quel consiglio che il signor Checcucci definisce “stupido” è stato proprio lui a darlo, e noi ci siamo fidati come ci eravamo sempre fidati delle sue valutazioni.

 

Magari il signor Checcucci dovrebbe anche dirci se poi in conclusione quella cifra indicata nel suo intervento è quella che è stata effettivamente pagata dall’Associazione.

 

Come del resto il signor Checcucci dovrebbe anche spiegarci quale sia la ragione per cui il signor Lai, che il legale non lo avrebbe certamente dovuto pagare di tasca propria, non abbia fatto opposizione al decreto se non per un consiglio “stupido” ricevuto da qualcuno in cui riponeva piena fiducia, forse per provare l’emozione di farsi pignorare la casa? Visto che poi è quello che è effettivamente avvenuto.

 

Ma i ridondanti 650.000 euro di debiti contratti dall’AVG e la mancanza di documentazione comprovante gli accordi e quindi l’esigibilità del credito nei confronti del  Gruppo Insieme  di cui i giornali parlarono per giorni alla vigilia delle elezioni del 2011 dipingendo il signor Lai e il Direttivo uscente come un branco di pazzi incompetenti e che erano l’oggetto del ricorso del signor Checcucci all’Amministrazione Comunale come da lui stesso dichiarato, di quello il signor Checcucci non parla più?

 

Beh Signori, non servono documenti inaccessibili per dare una spiegazione, basta aver partecipato alle Assemblee dei Soci, il mutuo concesso all’Associazione dopo soli 3 mesi dall’insediamento del nuovo Direttivo e dalle affermazioni del signor Checcucci ammonta a 500.000 euro, di questi, saldati tutti i debiti,  circa 40.000 restarono nelle casse dell’AVG oltre chiaramente ai circa 200.000 euro di credito nei confronti del Gruppo Insieme, i documenti relativi agli accordi sono poi infatti magicamente riapparsi e al momento un legale si sta occupando del relativo recupero.

 

Più che chiacchiere da bar sembra un vero e proprio miracolo saldare un debito di 650.000 euro euro con 260.000!

 

Quello che invece non è un miracolo ma il frutto dell’impegno e dell’abnegazione dei Soci, dei Volontari e dei membri dei Consigli Direttivi che negli anni si sono succeduti , tutti presieduti dal signor Lai, è l’attuale patrimonio immobiliare dell’AVG che è sotto gli occhi di tutti.

 

Concludiamo con quello che invece per noi è sempre stato fondamentale, la delusione sul lato personale.

 

Il signor Checcucci afferma di essere stato preoccupato delle possibili conseguenze a livello personale a causa della firma su una fidejussione, quello che è certo è che dopo 12 anni di rapporti di “amicizia”, non si è certamente adoperato affinché un altro Socio, firmatario di una stessa fidejussione e con la casa pignorata per i debiti dell’AVG, potesse continuare, come lui, a far parte del Consiglio Direttivo per difendere i propri interessi oltre a quelli dell’Associazione, aggiungendo inoltre che per togliere tale pignoramento, nulla è stato richiesto all’AVG ma bensì ogni spesa fu pagata di tasca propria.

 

Bell’esempio di tutti quegli alti principi di solidarietà descritti che sono le finalità stesse dell’AVG. Complimenti davvero!

 

Massimo Lai, Michela Focardi,

Cecilia Falsettacci, Mirella Frosini, Sandro Brogioni

di Redazione

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Sostieni il Gazzettino del Chianti

Il Gazzettino del Chianti e delle Colline Fiorentine è un giornale libero, indipendente, che da sempre ha puntato sul forte legame con i lettori e il territorio. Un giornale fruibile gratuitamente, ogni giorno. Ma fare libera informazione ha un costo, difficilmente sostenibile esclusivamente grazie alla pubblicità, che in questi anni ha comunque garantito (grazie a un incessante lavoro quotidiano) la gratuità del giornale.

Adesso pensiamo che possiamo fare un altro passo, assieme: se apprezzate Il Gazzettino del Chianti, se volete dare un contributo a mantenerne e accentuarne l’indipendenza, potete farlo qui. Ognuno di noi, e di voi, può fare la differenza. Perché pensiamo che Il Gazzettino del Chianti sia un piccolo-grande patrimonio di tutti.

Leggi anche...