GREVE IN CHIANTI – “Le risorse dell’ente pubblico, specialmente quelle per il settore sociale, sono una cosa seria e non devono essere strumentalizzate né usate per fare propaganda politica”.
Il sindaco grevigiano Paolo Sottani entra nel merito di quanto affermato dal Centrosinistra per Greve ("Il sindaco maschera i tagli al sociale dando le colpe al passato"), che a suo avviso cerca di “mascherare e trasformare quanto da me detto in consiglio comunale”.
“Ci troviamo ad approvare un bilancio- ricorda – dove nei primi quattro mesi del 2014 sono stati impegnati con atti passati dalla giunta e approvati (successivamente ratificati dal segretario comunale) ulteriori 150.000 di spese legali".
"E’ questo l’unico riferimento che ho fatto con l'amministrazione passata – spiega Sottani – Avrebbero fatto molto comodo quei 150.000 per il sociale, anche perché in campagna elettorale si è messo al primo posto la possibilità di provare risolvere e comunque ridurre il più possibile contenziosi passati cercando di arrivare a soluzioni di risparmio. Soprattutto nel settore sociale".
"Ma trovo assai curioso – rimarca – che l'unico importo di cui ho fatto riferimento con il passato (i 150.000 euro per spese legali inserito da questa amministrazione in bilancio di previsione riferito all'amministrazione passata) non sia stato minimamente citato e eventualmente commentato dal gruppo di opposizione. Né giustificato visto che i questi ultimi mesi io e l’assessore Stefano Romiti non eravamo più in giunta al momento dell'approvazione di queste spese. Buona parte dei 150.000 euro sono situazioni riferite anche al 2012-2013, periodo di mia permanenza in giunta come assessore al bilancio: spese che ritenevo di non sostenere”.
“Purtroppo – aggiunge Sottani – queste spese ci sono e, anche se saranno abbattute, è impossibile farlo in questa fase, che mi vede alla guida dell’ente solo da pochi mesi. D’altra parte, come ho anche ripetuto più volte, dobbiamo mettere un muro sul passato e guardare avanti. Anche se sarebbe stato molto più corretto che l'amministrazione precedente avesse predisposto ed approvato un bilancio di previsione prima della fine del mandato, spiegando ai cittadini dove trovare copertura alle spese legali: così avrebbe potuto giustificare anche politicamente la scelta di preferire spese legali a risorse da destinare al sociale. La grande maggioranza delle amministrazioni anche in scadenza ha approvato il bilancio di previsione prima della fine del mandato, come impegno morale nei confronti delle amministrazioni future".
"Qui – dice – non è stato presentato al consiglio neppure il documento di rendicontazione di fine mandato per il periodo 2009-2014 da sottoporre all'approvazione del consiglio come previsto dall'art. 30 dello statuto dell'ente”.
Nello specifico, per quanto riguarda le riduzioni delle spese sociali, Sottani sottolinea che "si tratta di riduzioni oggettive, giustificate e motivate, legate a minori spese su servizi specifichi anche se le spese del sociale sono spesso non previste e non prevedibili legate anche ad emergenze. Sopratutto per disagio e marginalità intervenute".
In questo senso fa un esempio: Al momento dell'approvazione del bilancio avevamo previsto una forte riduzione relativamente alla spesa per affidi su particolari situazioni uscite da strutture grazie al lavoro dei servizi sociali, e inserite nel tessuto sociale. Proprio il giorno dell'approvazione del bilancio ci siamo trovati a gestire una nuova emergenza di madre con minori da inserire nuovamente in struttura, e per i quali dovremmo prevedere nuovi stanziamenti. Inoltre abbiamo previsto 50.000 euro di ulteriori spese per la sede distaccata del capoluogo che diventa così nido comunale”.
“A conti fatti quindi non si è trattato di nessuna riduzione del servizio” spiega Sottani. Che conclude: “Si può strumentalizzare quanto vogliamo, ma fra spese legali per contenziosi aperti negli anni passati e spese per il sociale il nostro impegno è sempre per queste ultime”.
di Redazione
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