E’ quella per l’uso sostenibile del suolo. L’ex sindaco di Tavarnelle Fusi: “Rimasta troppo a lungo nei cassetti”

TAVARNELLE – Ai tempi della realizzazione della "Carta per l'uso sostenibile del suolo", Stefano Fusi era sindaco di Tavarnelle, Comune capofila fra gli otto (del Chianti fiorentino e senese), che lavorarono su quel documento.

 

Oggi, in questo settembre tormentato dalle polemiche furibonde sul PIT, il Piano Paesaggistico regionale elaborato dall'assessore Anna Marson, si è tornati a parlare della Carta del Chianti in più di un contesto.

 

"Nasceva – ricorda Fusi – con l’espressa finalità di promuovere e realizzare politiche “attive” per la tutela e valorizzazione del nostro territorio. Proponendosi di diventare un patto di “buone pratiche” fra le amministrazioni pubbliche e gli imprenditori agricoli, superando la logica della pianificazione fatta di vincoli rigidi, che spesso proprio per questa sua caratteristica, risulta inefficace".

 

"Coniuga valori estetici – prosegue – ambientali ed economici, per tutelare il paesaggio, difendere la biodiversità, valorizzare i prodotti agricoli e più in generale il territorio; riconoscendo l’importanza e il valore dell’agricoltura nella tutela e costruzione o ricostruzione del paesaggio".

 

Insomma, fu il risultato concreto di un lavoro di squadra, coordinato e promosso dalla conferenza dei Sindaci del Chianti fiorentino e senese, con la collaborazione della Regione Toscana, delle Province di Firenze e Siena, dell’ Arsia, delle associazioni di categoria degli agricoltori, del Consorzio Vino Chianti Classico… .

 

"Un'esperienza importante – dice Fusi oggi – e che visto quello che sta succedendo con il PIT vale la pena di rilanciare. Era elemento di conoscenza scientifica, tecnica, agronomica".

 

"Io – ammette tirando anche una stoccata a chi è venuto dopo di lui – pensavo che negli anni venisse più utilizzata, pensavo anche spinta dall'amministrazione comunale. Rispetto alla Regione Toscana mi sembra che l'assessore Marson abbia agito in splendida solitudine, senza sentirsi nemmeno con il "suo" assessore all'agricoltura Gianni Salvadori".

 

"Su queste tematiche – conclude Fusi – e lo ha detto lo stesso presidente Enrico Rossi, non basta essere accademici. Serve il coinvolgimento degli agricoltori: quell'esperienza della Carta del Chianti è lì, pronta per essere utilizzata…".

 

di Matteo Pucci

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