GREVE IN CHIANTI – Sul tema dei diritti delle coppie dello stesso sesso, al centro del dibattito nazionale di questi giorni, il gruppo consiliare di opposizione di Centrosinistra per Greve in Chianti (con i suoi consiglieri Giulio Pecorini e Letizia Burgassi), attacca frontalmente Pd, sindaco e giunta.
E lo fa usando una… appuntita ironia, proponendo al sindaco Paolo Sottani di dare la cittadinanza onoraria a… Angelino Alfano.
"Mentre in tutta Italia si dibatte sulla presunta disobbedienza di alcuni sindaci (molti del Partito democratico) nei confronti dell'ordine prefettizio – dicono – arrivato direttamente dal Ministro dell'Interno, di revocare la decisione di registrare i matrimoni tra coppie dello stesso sesso contratti all'estero, a Greve in Chianti il Pd si è già da alcune settimane allineato con il pensiero del leader del Nuovo Centro Destra".
"Il 29 agosto scorso – ricordano – la maggioranza monocolore che amministra Greve, infatti, ha respinto un ordine del giorno presentato dal Centrosinistra per Greve in cui, analogamente a quanto fatto da molti altri Comuni, si consentiva la registrazione dei matrimoni contratti all'estero da coppie omosessuali".
"Sarebbe stato un bel segnale di civiltà e di avanzamento nel campo dei diritti e dell'innovazione – sottolineano Pecorini e Burgassi – parole con cui la coalizione guidata da Paolo Sottani si è riempita la bocca in campagna elettorale, salvo poi disattendere i propri impegni appena seduti comodamente in consiglio comunale".
"A questo punto – incalzano – vista la sensibilità del Pd grevigiano per il tema dei diritti civili, proponiamo che al ministro Alfano venga attribuita la cittadinanza onoraria del Comune di Greve, che rappresenta così fedelmente gli orientamenti ideali del centrodestra".
"Ai cittadini grevigiani – rimarcano – facciamo notare, tristemente, che se a Greve volevano votare per il centrosinistra e hanno indicato sulla scheda il Pd, hanno commesso un errore. Noi del Centrosinistra per Greve continueremo coerentemente a difendere i valori e le battaglie che crediamo siano patrimonio della nostra storia e del mondo che vorremmo".
"Nel frattempo – concludono in modo… tagliente – invitiamo il Pd locale a declinare meglio il proprio nome. Suggeriamo "Palesemente Destra" o, in alternativa, "Perdiamo Diritti". Oppure, a tornare indietro e approvare l'ordine del giorno già bocciato. In questo caso, possono chiamarsi "Perdonateci Davvero"".
di Matteo Pucci
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