TAVARNELLE – Volano gli stracci nel MoVimento 5 Stelle di Tavarnelle, che nelle ultime settimane ha visto le dimissioni della capogruppo Noemi Mandarini (sostituita da Marco Frosali) e l'addio (per fondare il Gruppo Misto) del loro secondo consigliere comunale (Lorenzo Rizzotti).
Sembrano davvero lontani i tempi della foto qui sopra, che vedevano il gruppo compatto verso le elezioni amministrative del giugno scorso.
Una compattezza che però lo stesso Rizzotti, in un lungo colloquio con Il Gazzettino del Chianti, ha negato. Senza risparmiare durissime accuse ai suoi ormai ex compagni di viaggio (clicca qui per leggere l'articolo).
Che una volta letto… rispondono decisamente per le rime: "Il 6 dicembre 2014 – dicono in una nota firmata dalla portavoce Vanessa Niepagen – per il MoVimento 5 Stelle Tavarnelle, verrà ricordato negli anni a venire come un 25 aprile. Infatti, sarà la nostra festa di Liberazione: il Rizzotti s'è dimesso dal gruppo consiliare 5 Stelle".
"Ha mollato il simbolo – prosegue – e finalmente il nostro gruppo torna ad essere libero. E torna finalmente a lavorare in totale autonomia, basandosi sui principi fondamentali del movimento: ovvero onestà, trasparenza e democrazia diretta, insomma ora uno torna veramente a valere uno".
Accusano Rizzotti di aver raccontato "falsità e bugie". E dicono che "è arrivato il momento che la gente sappia chi è colui che da oggi ricoprirà la carica di consigliere al Gruppo Misto".
"Sebbene ci siano stati attriti anche con la consigliera Mandarini – ammettono – almeno lei ha avuto la decenza di dimettersi, per non violare il cosìddetto vincolo etico di mandato. Ovvero, mi faccio eleggere con il 5 Stelle e poi, in perfetto stile Razzi e Scilipoti, si va dal miglior offerente, in questo caso nessuno. Del resto chi volete che se lo prenda il Rizzotti? Ma la sedia non si molla e si fonda il Gruppo Misto".
Insomma, quello che viene fuori è davvero un rapporto logoro da tempo. Tanto che la nota del M5S tavarnellino accusa lo stesso Rizzotti di essersi fatto nominare candidato sindaco alle amministrative di giugno con un… sotterfugio.
"Come è diventato il candidato sindaco il Rizzotti? Semplice… barando – è la durissima accusa – Il gruppo si avvale di uno strumento chiamato Meetup, una piattaforma di discussione al quale chiunque può iscriversi. Che lui stesso, violando l'assemblea, decise di aprire, in modo da poter esserne l'organizer. Così facendo quando arrivammo alla votazione online, per decidere tra Bargagli Stoffi e lui, vinse misteriosamente".
E dicono anche, secondo loro, come "grazie all'iscrizione, proprio da lui forzatamente voluta, di persone che non erano attiviste. In mancanza di un regolamento interno, non è stato possibile annullare la votazione: da qui è iniziata la deriva".
Poi proseguono facendo esempi sugli attriti fra il gruppo e Rizzotti: "Ricordate quando vennero fatti brillare alla Romita gli ordigni della seconda guerra mondiale? Al signor Rizzotti giravano piuttosto le scatole a fare il giro da Pergolato per venire a Tavarnelle, perché la strada rimase chiusa una settimana".
"E vide bene – accusano – di portare in assemblea settimanale del gruppo la sua volontà di fare, a nome 5 Stelle, un'interrogazione per riaprire una strada vicinale per poter passare e evitare di fare il giro lungo. Ma stiamo scherzando? Ovviamente all'assemblea settimanale, venne "minacciato" di evitare una cosa del genere e fortunatamente tutto rientrò".
Ma i veleni non finiscono qui…: "Sempre in quel periodo, stavamo indagando sull'uliveta stranamente seccata accanto al cimitero del Borraccio. E il Rizzotti si propose di fare un esposto all' Arpat per vederci più chiaro: ma quando l'assemblea gli chiese conto del lavoro, emerse che per sua volontà era meglio lasciar perdere, per non scatenare un effetto boomerang".
"Questo è il motivo per il quale non ha voluto l'apertura della "scatoletta di tonno" – accusano ancora – che le cose non venissero tirate fuori. Ma noi, come 5 Stelle, abbiamo il dovere di farlo. Per noi accertare la verità di certe questioni, là dove si presume che possa essere stato leso l'interesse collettivo, la natura, dove non si guarda al bene comune o dove c'è una spesa di denaro pubblico, è obbligatorio. Vogliamo mettere la lente d'ingrandimento, siamo determinati ad andare fino in fondo".
Perché Rizzotti, dicono, "più e più volte non ha voluto attenersi alle decisioni della maggioranza, che come portavoce aveva il dovere di seguire, infischiandosene dei temi se a lui non erano cari. E poi basta vedere la differenza di lavoro tra il mandato-Rizzotti e il neo entrato Frosali. Il primo non ha mai fatto niente in mesi, mentre Marco in poche settimane ha già presentato tre mozioni, un'interpellanza ed una richiesta d'accesso agli atti. E continua tuttora a lavorare duro".
"Ci scusiamo con tutti i nostri elettori – concludono quelli del M5S tavarnellino – se non siamo riusciti ad arginare questa deriva personalistica, ma a differenza di quello che viene detto ai telegiornali, nel 5 Stelle c'è forse… troppa democrazia, che consente d'imbarcare anche personaggi del genere, che ci fanno perdere tempo nel processo di rivoluzione".
di Matteo Pucci
© RIPRODUZIONE RISERVATA



































