GREVE IN CHIANTI – Fortunatamente è finita bene la disavventura occorsa ad un cane, un bel meticcio nero, di proprietà di un grevigiano, rimasto impigliato in un laccio metallico collocato in località il Santo a Greve in Chianti nel pomeriggio del 15 gennaio.
Il laccio era stato posizionato in zona rurale, molto presumibilmente da qualcuno che caccia di frodo, in maniera da poter catturare animali selvatici.
Va ricordato una volta di più che la sistemazione di lacci, il trappolaggio, così come lo spargimento di esche e di bocconi avvelenati, sono reati che possono essere puniti anche penalmente.
Purtroppo questi atti barbari e criminosi non sono infrequenti anche nel nostro territorio chiantigiano: solo alcuni giorni fa una cagnolina è rimasta vittima di un boccone avvelenato a La Romita, Tavarnelle (clicca qui per leggere l'articolo), e pur salvandosi avrà conseguenze fisiche gravi.
In questo caso nel laccio è rimasto impigliato il meticcio. Fortunatamente una persona a passeggio con il proprio cane nella zona, ha sentito provenire dal terreno campestre i lamenti e i latrati dell'animale.
Ha avvertito telefonicamente la polizia municipale e in poco tempo una pattuglia si è recata nel luogo indicato, trovando il meticcio con la zampa rimasta al laccio.
In pochi minuti è stato possibile risalire al proprietario, che ha potuto recuperare il cane; il quale se l'è cavata, per buona sorte, con molto spavento ma senza danni fisici.
La trappola è stata posta sotto sequestro dalla polizia municipale: su questa vicenda sono in corso indagini, ed è già stata informata l'autorità giudiziaria.
di Matteo Pucci
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