GREVE IN CHIANTI – Dopo la tappa numero "0" di sabato 7 marzo, da Madrid ad Algesiras, è iniziato davvero il Panda Raid dei grevigiani Mathias Allaria (pilota) e Gabriele Vannoni (navigatore).
L’esordio nella terra marocchina, domenica 8 marzo, ha coperto una grande distanza con una tappa di 525 Km; anche se lunga, non è stata una tappa difficile. E' servita soprattutto per fare di fare una maratona di chilometri per arrivare nel sud del Marocco nel minor tempo possibile.
In questa prima tappa si è incontrato un settore di percorso con terreno fuori del comune; piste ricche di vegetazione dove gli equipaggi hanno avuto l’occasione di provare la tenuta dei propri veicoli al di fuori dell’asfalto e l’intesa indispensabile tra pilota e navigatore.
L’accampamento è stato piazzato sulle montagne tra il Medio e Grande Atlante, a 1.500 metri d’altezza; nonostante i fuochi accesi nel bivacco i concorrenti si dovuti attrezzare adeguatamente contro il freddo. Indispensabile una buona dotazione di coperte.
Come disse il generale francese Lyautey: "Il Marocco è un paese freddo dove il sole è caldissimo” riferendosi alla grande escursione termica tra il giorno e la notte.
Alle 23.30 di domenica 8 marzo ancora non erano arrivati tutti i concorrenti: l'equipaggio grevigiano è 36° nella classifica generale e 26° nella classifica delle Panda 4×4; la prima tappa si è svolta in buona parte su strada veloci che hanno favorito le Panda a due ruote motrici che, come è noto, hanno il cambio con rapporti più lunghi, ossia permettono una maggiore velocità.
Oggi, lunedì 9 marzo, è in corso la seconda tappa, con partenze scaglionate; il nostro team è partito attorno alle 10.30.
La seconda tappa si presenta molto completa, con due settori di pista. A fine giornata le macchine si troveranno in pieno Marocco meridionale.
Nel primo settore le piste iniziano a pochi metri dall’accampamento, quasi un risveglio sulla pista di gara. I grandi spazi iniziano con le montagne della catena del Grande Atlante per sfondo panoramico. Gli equipaggi alterneranno continuamente salite e discese in questo meraviglioso scenario.
Nella seconda parte dell’itinerario si entrerà pienamente nel deserto; una successione di fiumi secchi e un’abbondante razione di sabbia marcheranno le difficoltà di questa parte della tappa dove sarà richiesto un notevole sforzo meccanico e una buona dose di generosità.
Ma è ben dimostrato che non esiste Panda che, se spinta da 4 o 5 persone, non possa superare gli insabbiamenti in agguato. Superate queste difficoltà si arriverà all’accampamento, in mezzo al nulla!
di Redazione
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