SAN POLO (GREVE IN CHIANTI) – La nottata di furti dei giorni scorsi al Poggio alla Croce (clicca qui per leggere l'articolo) è stata, purtroppo come spesso accade, solo l'antipasto di quello che poi è avvenuto nella notte fra sabato 14 e domenica 15 marzo.
Quando a San Polo in Chianti, frazione già bersagliata in passato da una serie snervante di furti in abitazioni, è tornato l'incubo.
Almeno cinque i furti e i tentativi di effrazione in poche ore, che vanno a inserirsi in un modus operandi ormai consolidato.
La banda prende di mira un paese, una zona, e cerca di mettere a segno più furti possibile nella stessa notte. Ovviamente non possiamo sapere se si tratti degli stessi del Poggio alla Croce, ma in altre circostanze, ad arresti avvenuti, si è scoperto che queste organizzazioni criminali prendono di mira per giorni zone precise di territorio, incuranti di sorveglianza e… antenne dritte.
Abbiamo raccolto la testimonianza di uno dei derubati, che era in casa a dormire assieme al figlio: "Non c'era mia moglie – ci dice – perché stava lavorando, faceva il turno di notte".
"Sono entrati in camera mia – prosegue – e mentre dormivo hanno preso un po' di contanti da un cassetto, collanine e un orologio d'oro. Poi sono passai nella camera dove dormiva mio figlio: c'erano i pantaloni e giacchetto all'attaccapanni, li hanno presi e svuotati fuori dalla stanza".
"Hanno tentato di entrare anche in casa di mia figlia – conclude – che è accanto alla mia. Sono entrati in terrazza ma mio genero ha visto una luce, probabilmente la torcia. Ha iniziato a urlare "al ladro al ladro" e chiamato i carabinieri. Che sono arrivati rapidamente, ma loro si eramnno già dileguati nella notte"
di Matteo Pucci
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