Dati choc del Comune su abusivismo e “furbetti”: “Le nostre sensazioni negative confermate dai dati”

GREVE IN CHIANTI – "Purtroppo dobbiamo constatare che le nostre previsioni negative riguardanti il settore turistico-ricettivo sono confermate dai dati: pur avendo effettuato gli accertamenti nel periodo invernale di quasi totale assenza di presenze turistiche ed essendo ora all'inizio della stagione turistica, i dati risultati dimostrano che l’impegno di far emergere le attività fantasma che l'amministrazione comunale si era presa in campagna elettorale non era uno spot, ma oggi è provato che corrispondeva alla realtà".

 

Dal palazzo comunale arrivano notizie molto scure su quello che è uno dei settori trainanti nell'economia grevigiana: il turismo.

 

E non sono brutte notizie per la mancanza di turisti, ma per il mancato rispetto delle regole di chi li accoglie: un mancato rispetto che si traduce in evasione fiscale e soldi che mancano nelle casse comunali.
 

"Nel settembre 2014 – spiegano dal palazzo comunale – abbiamo costituito il Nucleo Operativo Antievasione (NOA) a livello comunale, gruppo composto da due agenti di polizia municipale con la supervisione del comandante e con la collaborazione dell’ufficio tributi, dell’ufficio sviluppo economico e dell’ufficio abusivismo edilizio".

 

Insomma, una vera e propria task force: "Abbiamo dovuto costituire un gruppo di lavoro specifico – dicono ancora – poiché era evidente una consistente evasione nel nostro comune nel settore turistico ricettivo. Gruppo che sta iniziando ad ottenere risultati molto rilevanti: infatti il numero rilevante di presenze turistiche sul nostro territorio contrasta con le entrate annuali dell’imposta di soggiorno (anno 2013 140.000 euro; anno 2014 160.000 euro), entrate che sono al di sotto rispetto ai comuni limitrofi".

 

"Per questo motivo – spiegano – abbiamo deciso di combattere questa forma di abusivismo che, oltre a non permettere di avere entrate per l’amministrazione da destinare alla promozione turistica, alla cura e manutenzione del decoro urbano, viabilità, segnaletica, manutenzione delle strade comunali. L’imposta di soggiorno è una tassa di scopo e pertanto deve essere destinata esclusivamente per le finalità previste dal regolamento: inoltre si genera una forma di concorrenza sleale nei confronti delle strutture regolarmente autorizzate che sono sottoposte al possesso di requisiti professionali ed al rispetto delle normative sanitarie, ad investire in ristrutturazione e naturalmente all'adempimetno degli obblighi fiscali".

 

"E’ sconcertante – denunciano dal Comune – che un’imposta come quella di soggiorno introdotta per investire nel settore del turismo, venga evasa soprattutto dalle strutture extra alberghiere. Nello svolgimento dei controlli emerge ogni tipo di evasione: dall’evasore totale con il soggetto che non ha alcun tipo di autorizzazione e che si promuove magari come “agriturismo” senza averne  né le caratteristiche né titolo, alle potenziali “case per vacanze” con offerta di servizi personali prive di autorizzazione (l'offerta di servizi configura l'attività come professionale), spesso ricorre anche il caso di strutture regolarmente autorizzate che incassano l’imposta di soggiorno dagli ospiti senza poi riversarla al Comune. In questo caso viene contestata anche la violazione per appropriazione indebita di somme di denaro, reato perseguito dal codice penale".

 

"Dagli accertamenti emerge inoltre – si dice ancora – che in alcuni casi l'imposta di soggiorno viene calcolata sull'importo minimo, ovvero come se ciascuna struttura avesse un solo ospite adulto mentre gli altri ospiti hanno tutti un’età inferiore ai 14 anni, che per regolamento sono esenti dall’imposta. In realtà  è molto più frequente che nelle strutture ricettive il soggiorno possa riguardare almeno due adulti, con evidenti riflessi sull'importo evaso".

 

Il NOA, nel corso di controlli, ha individuato strutture in regola che hanno versato l’imposta solo parzialmente, strutture note che non hanno mai versato l’imposta, strutture presenti su internet che però non sono note al Comune, strutture che dichiarano la chiusura all’ufficio comunale ma continuano a lavorare con la stessa struttura ma con nomi e tipologie diverse.
La rilevazione dell’attività ricettiva abusiva comporta a seconda dei casi anche la segnalazione qualificata alla Guardia di Finanza.

 

"Come in ogni grande realtà turistica anche a Greve in Chianti il numero delle strutture extra alberghiere sta aumentando enormemente – ha ribadito il sindaco di Greve in Chianti, Paolo Sottani – moltissime sono in regola e versano regolarmente le imposte, altre le versano parzialmente, altre ancora ufficialmente non esistono. Le normative in questo senso non aiutano perché non permettono al Comune di accedere ai dati degli ospiti presenti, che devono invece essere comunicati obbligatoriamente alla Questura da parte di albergatori e gestori di strutture extra-alberghiere. Questo genera evasione, che danneggia tutta la comunità".

 

"Gli esercizi alberghieri di Greve in Chianti sono soltanto otto – conclude – mentre le strutture extra alberghiere autorizzate sono 181, di cui due residenze d’epoca, un residence, un ostello, 38 case per vacanze, 73 agriturismi e 67 affittacamere o B&B. A queste si aggiungono le strutture non registrate ed in continua crescita, come le locazioni turistiche temporanee che consentono, attraverso contatti via internet, l’affitto di appartamenti o stanze e che dal 2013 sono soggetti al pagamento dell’imposta che risulta versata per un numero di strutture inferiore alla decina".

di Matteo Pucci

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