GREVE IN CHIANTI – Un giudizio "complessivamente negativo", che ha portato poi a un voto contrario durante l'ultimo consiglio comunale.
E' quello del gruppo di opposizione Centronistra per Greve in Chianti a proposito della variante anticipatoria al regolamento urbanistico, "approvata – dicono – con un netto ritardo rispetto ai tempi di presentazione annunciati in pompa magna sui giornali".
"Con questo atto e la narrativa che contiene – rilanciano – il sindaco Sottani smentisce clamorosamente e per intero quanto detto in campagna elettorale, accusando l'attuale segretario del Pd locale, Paolo Saturnini, di essere la causa principe dei disastri urbanistici nel nostro Comune (chissà se il presidente del consiglio, figlio del segretario, se ne è reso conto)".
"La prima cosa che la variante mette in evidenza – spiegano – è che i vecchi (ed attuali) strumenti, predisposti ed approvati con Saturnini sindaco, non avendo fin da subito recepito le norme sovraordinate e soprattutto il Piano Stralcio del fiume Arno sono causa della gran parte dei contenziosi che vedono il Comune coinvolto, con il rischio di portarlo alla bancarotta".
"In un Paese normale – rincarano- gli amministratori di allora e quelli successivi dovrebbero darci delle spiegazioni del perchè non vi hanno posto rimedio, pur essendo a conoscenza dell'errore. Ma siamo in Italia, e qui chi cerca di rompere il meccanismo perverso di "abitudini ed amicizie" viene additato come estremista radicale. “I soldi per i nuovi strumenti urbanistici sono soldi buttati! Quelli attuali vanno benissimo”, dicevano Paolo Stecchi e Paolo Sottani circa un anno fa".
"La seconda cosa che risalta nella variante anticipatoria – continuano – è la scomparsa di qualsiasi riferimento sia alle limitazioni agli insediamenti residenziali ("su indicazione della Regione" ci è stato detto, ma nessuno sa dirci il perché), sia di qualsivoglia opera pubblica, concentrandosi esclusivamente su aiuti mirati a privati, dai quali solo una parte limitatissima della popolazione potrà trarre beneficio".
"Purtroppo – allertano – l'aria che tira è, ancora un volta, l'aumento di volumetrie industriali o artigianali come soluzione a tutti i mali, ed il resto rimane così come è. Nessuna valorizzazione o miglioramento del patrimonio esistente, nessuno sviluppo di vivibilità nelle frazioni e perciò per i cittadini".
"Ci auguriamo – concludono – che l'aiuto all'agricoltura non si trasformi in una infinità di piccole case sparse tra i campi e che le indagini idrauliche diano un minimo di sicurezza ai cittadini. Il giudizio del Centrosinistra per Greve è dunque complessivamente negativo, così come il nostro voto in consiglio comunale".
di Redazione
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