L’accusa del M5S: “Pubblicizza esponenti e candidati del Pd. E la legge non lo consente”

GREVE IN CHIANTI – "L’amministrazione comunale di Greve in Chianti pubblicizza esponenti e candidati del Pd in campagna elettorale. E questo non è ammesso dalla legge".

 

L'accusa arriva dal MoVimento 5 Stelle grevigiano. Che poi spiega: "In queste settimane, vengono promosse, infatti, a nome del Comune di Greve, iniziative pubbliche con l’indicazione dei nomi degli amministratori, inclusa l’assessore Maria Grazia Esposito, guarda caso, candidata alle elezioni regionali del 31 maggio".

 

"Eppure, l’assessore Esposito – rilanciano – visto che si candida, e il sindaco Sottani che ha firmato la convocazione dei comizi elettorali lo scorso 16 aprile dovrebbero conoscere e quindi rispettare le leggi che a tutela dei cittadini regolamentano il periodo pre-elettorale".

 

Poi recitano espressamente l’articolo 9 della legge L.28/2000: “Dalla data di convocazione dei comizi elettorali e fino alla chiusura delle operazioni di voto è fatto divieto a tutte le amministrazioni pubbliche di svolgere attività di comunicazione ad eccezione di quelle effettuate in forma impersonale ed indispensabili per l'efficace assolvimento delle proprie funzioni”.

 

"In forma impersonale – evidenziano – dice la legge, pertanto non con l’indicazione del nome dei sindaci Pd, né tanto meno dei candidati alle elezioni! Lo scorso 4 maggio, invece, il Comune di Greve in Chianti ha promosso un incontro dedicato alla questione meningite e vaccinazioni, tema importante e che tocca proprio in questi giorni attenzione e forte preoccupazione per tante famiglie". 

 

"Il problema è che proprio i temi così delicati che si discutevano quella sera – evidenziano – e che riguardano la salute dei cittadini davvero non dovrebbero essere invasi da strumentalizzazioni di campagna elettorale come è successo a Greve. Invece l’incontro è stato promosso indicando, non solo il nome del sindaco Paolo Sottani ma, addirittura, con quello dell’assessore Maria Grazia Esposito, guarda caso, candidata alle elezioni regionali del 31 maggio. Sì, passateci il guarda caso, visto che l’assessore Esposito non detiene nemmeno le deleghe alla salute ma alle pari opportunità e all’istruzione!".

 

"Ecco il cambio di passo tanto sbandierato dal Pd renziano di Greve – dicono ironici- l’assessore alle pari opportunità, con il placet del sindaco, utilizza impropriamente le istituzioni per non dare pari opportunità a tutti gli altri candidati e forze politiche! Non sappiamo dire se a monte di questi comportamenti degli amministratori vi sia incompetenza o volontà di non rispettare le regole e le leggi a tutela e garanzia della libertà e della democrazia per i nostri cittadini. Così come non sappiamo dire quale delle due ipotesi possa essere più grave e preoccupante per i nostri cittadini".

 

"Fra l’altro – rincarano – siamo davvero sconcertati dal constatare che quello del 4 maggio non sia stata una svista… . L’amministrazione comunale continua infatti a produrre inviti non ammessi dalla legge nel periodo di campagna elettorale. Basta guardare l’invito sulle vetrine di Città Slow in programma per il 9 e il 10 maggio, dove si pubblicano, oltre al nome del sindaco Paolo Sottani, anche quelli dell’assessore Stefano Romiti e Gionni Pruneti. Anche quest’ultimi, oltre al sindaco e all’assessore Maria Grazia Esposito, non conoscono le leggi?".

 

"Nel caso di Città Slow – ricordano in conclusione – c’è anche l’indicazione del presidente Paolo Saturnini che, ancora guarda caso, non è candidato alle elezioni ma è il segretario del Pd di Greve. Ma è chiaro che, se  questa amministrazione non si cura del rispetto delle regole, figuriamoci il buon gusto! E dire che, dimostrando di non conoscere le leggi per amministrare  il Comune Greve, gli stessi amministratori si candidano ad amministrare la Regione!".

di Redazione

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