CHIANTI FIORENTINO – Sono ben 176 le firme raccolte in pochissimo tempo fra i pendolari, in particolare quelli sancascianesi, che protestano contro il nuovo itinerario di uscita da Firenze per le corse degli autobus dirette verso sud, in particolare quelle che vengono in val di Pesa e in val di Greve.
"Pur comprendendo la motivazione – si legge nella lettera allegata alla petizione inviata a sindaci, Regione, Busitalia – che ha visto il Ponte Vespucci non più transitabile dai mezzi sopra le 3 tonnellate, lamentiamo il fatto che il nuovo itinerario di transito in uscita è del tutto fuori dell'effettiva logistica dei luoghi di destinazione delle stesse".
Ci si chiede infatti come sia stato possibile "far transitare da via Valdonfa, obbligando a far fare tutto il giro intorno alla Fortezza da Basso alle corse che poi vanno verso la direttrice sud, che in questo modo accumulano un ritardo fra i 20-30 minuti già al loro transito da Porta Romana!".
E ancora, perché "riservare l’uscita da via della Scala alle corese dirette in Val di Sieve e Mugello, che dirigendosi poi a nord, hanno sempre transitato solo nel primo tratto della Fortezza, girando poi subito a destra verso il viale Spartaco Lavagnini per proseguire verso piazza della Libertà?".
"Chissà – chiedono i firmatari – se chi autorizza queste decisioni è un pendolare che utilizza i mezzi pubblici… basterebbe un po’ di buon senso".
Ricordano poi che "il ritardo accumulato alla destinazione finale delle corse della val di Pesa e val di Greve diventa poi incresciosamente spropositato per le molteplici corse che prevendono anche un ritorno a Firenze. (tutte tranne le ultime due della sera)!".
"Siamo un numero molto importante di utenti – sottolineano – fra studenti e lavoratori, che con le firme qui allegate, chiedono una revisione ragionata a queste nuove direttive. Le firme sono state raccolte nell’arco di una sola settimana, senza la possibilità di poterci organizzare sufficientemente".
"Sono firme di utenti con abbonamento e biglietto – evidenziano – che, dati i tempi di percorrenza attuali (e futuri, in previsione anche della chiusura di via Alamanni) stanno valutando alternative di trasporto".
"Speriamo di poter ricevere risposte positive di risoluzioni in tempi brevi – concludono – fermo restando che l’argomento continuerà ad essere da noi trattato e seguito, così come la raccolta delle firme".
di Redazione
© RIPRODUZIONE RISERVATA

























