Polemica rovente sui ritardi degli autobus verso il Chianti. Firenze: “Scelte di Busitalia”

L'assessore Giorgetti scarica le responsabilità sull'azienda. Interrogazione nell'Unione comunale di Forza Italia

CHIANTI FIORENTINO – Mentre monta la protesta nel Chianti fiorentino per le deviazioni degli autobus per la chiusura del ponte Vespucci, a Firenze, che allungano i rientri a casa fino (e oltre) 30-40 minuti, inizia a muoversi anche la politica.

 

Forza Italia ha infatti presentato nell'Unione comunale del Chianti fiorentino, con la consigliera Maria Teresa Lumachi (vice coordinatrice azzurra nel Chianti) una mozione urgente che chiede i motivi di determinate scelte, suggerendo delle modifiche.

 

LA RISPOSTA DEL COMUNE DI FIRENZE

 

Prima però va tenuta in considerazione la risposta, secca e senza tanti margini di manovra, dell'assessore alla mobilità del Comune di Firenze, Stefano Giorgetti: "Comprendiamo i disagi ma purtroppo con la chiusura del Ponte Vespucci (chiusura non programmata e inevitabile) si ha un allungamento dei percorsi".

 

"La scelta fatta per gli extraurbani – dice Giorgetti – è stata quella di deviarli sia su via della Scala (una parte) e un'altra su via Valfonda. L'azienda ha recepito l'input e in linea autonoma di programmazione di esercizio ha deciso quali corse deviare sull'uno e sull'altro itinerario".

 

LA MOZIONE DI LUMACHI (FORZA ITALIA)

 

Molto articolata invece la mozione urgente presentata da Maria Teresa Lumachi nell'Unione comunale del Chianti fiorentino.

 

Che parte da una serie di premesse, fra le quali questa: "Gran parte dei pendolari dei comuni dell’Unione, sia lavoratori che studenti, viaggiano verso Firenze e che utilizzano il trasporto pubblico su gomma, non avendo i nostri comuni alcun altro mezzo pubblico (come ad esempio una linea ferroviaria)".

 

La chiusura del ponte Vespucci, ricorda Lumachi, "dovuta all’effettuazione di alcune prove di carico a seguito di dubbi sulla stabilità di una delle pile di sostegno, se verrà confermato che servono lavori di consolidamento del ponte, potrebbe protrarsi per diversi mesi".

 

Due le direttrici su cui sono stati deviati tutti i mezzi in uscita dall’autostazione Busitalia: via della Scala, Stazione Leopolda, Ponte alla Vittoria, via de’ Vanni, piazza Tasso, da lì a seguire il percorso abituale; via Valfonda, Fortezza da Basso, viale Belfiore, Ponte alla Vittoria, via de’ Vanni, piazza Tasso, da lì a seguire il percorso abituale.

 

Il problema, ricorda Lumachi, è "che tutte le corse per le destinazioni del Chianti (Greve, San Casciano, Mercatale, Cerbaia, Tavarnelle e Barberino Val d'Elsa) sono state deviate sulla seconda direttrice accumulando ritardi per ciascuna corsa che vanno dai 30 ai 40 minuti, con la conseguenza di aggravare i tempi di percorrenza di lavoratori e studenti e di far saltare orari e coincidenze su tutto il percorso".

 

"Ho effettuato personalmente il viaggio su entrambe le direttrici – dice Lumachi – ed ho potuto verificare l’esattezza dei tempi di ritardo, molto maggiori sulla seconda direttrice in quanto comporta un "giro-pesca" intorno alla Fortezza su un percorso sempre pesantemente transitato e senza corsie preferenziali per i bus; la quasi assenza di ritardo sulla prima direttrice che, percorrendo i circa 300 metri di via della Scala, aggiuntivi rispetto al percorso originario, su corsia riservata per i bus, immette subito all’altezza della Stazione Leopolda, lì riunendosi nel percorso su cui arrivano i bus provenienti dalla seconda direttrice; il lieve ritardo è comunque facilmente recuperabile sugli orari una volta usciti dalle zone transitate del centro".

 

"L’appesantimento del traffico su via della Scala – sostiene Lumachi – è molto minore vista la sua posizione in Ztl, che riduce notevolmente il traffico privato, la corsia preferenziale esistente per i bus ed il tratto relativamente breve da percorrere, nonché la regolamentazione effettuata al termine della via dai semafori presenti che consentono un deflusso regolare, mentre risulta molto più caotico e pesante il traffico sull’altra direttrice proprio perché non vi sono corsie preferenziali e perché si tratta di immettersi sui viali che attraversano la città e convogliano tutto il traffico pubblico e privato".

 

"In ultimo – dice ancora – da notizie ufficiosamente apprese, risulterebbe che per la seconda direttrice, che allunga di qualche chilometro il percorso, la Città Metropolitana paghi un’integrazione tariffaria chilometrica al gestore, con conseguente aggravio per le casse pubbliche".

 

"Siamo di fronte a una soluzione – rimarca Lumachi nella mozione – che crea una discriminazione fra i pendolari delle linee interessate, visto che le linee dirette a Siena e Grosseto usufruiscono della direttrice di uscita dall’autostazione di Santa Maria Novella che non comporta quasi nessun ritardo".

 

"Pendolari – sottolinea – che, è bene ricordarlo, hanno a disposizione una soluzione alternativa, essendo sia Siena che Grosseto collegate a Firenze anche dal treno, con partenze da tutte le stazioni ferroviarie fiorentine".

 

"Considerato che il sindaco di San Casciano Massimiliano Pescini – precisa – membro della giunta dell’Unione, riveste anche il ruolo di Consigliere Metropolitano con delega, fra l’altro, alla mobilità, viabilità e trasporti, chiedo che l'Unione comunale impegni a modificare nel più breve tempo possibile, insieme agli altri soggetti competenti coinvolti, il percorso delle corse per il territorio del Chianti (Greve, San Casciano, Mercatale, Cerbaia, Tavarnelle e Barberino Val d'Elsa) in uscita da Firenze secondo la direttrice Autostazione Busitalia, via della Scala, Stazione Leopolda, Ponte alla Vittoria, via de’ Vanni, piazza Tasso".

 

Inoltre, ci impegna anche "a verificare, con dati certi, se questa modifica comporti aggravio eccessivo sulla direttrice passante da via della Scala e, in caso di esito positivo, a predisporre quantomeno una rotazione delle linee in uscita tenendo conto che i pendolari verso Siena e Grosseto dispongono anche di mezzi pubblici alternativi, soprattutto in caso la chiusura del ponte Vespucci debba protrarsi nel tempo per lavori".

 

Infine, "ad accertare se l’allungamento del percorso finora seguito sulla direttrice Autostazione Busitalia, via Valfonda, Fortezza da Basso, viale Belfiore, Ponte alla Vittoria, via de’Vanni, piazza Tasso, comporti veramente un incremento della tariffa chilometrica riconosciuta al gestore e, in caso positivo, quale ente paghi questa differenza".

di Matteo Pucci

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