CHIANTI FIORENTINO – Prime buone (o almeno potenziali) notizie per i pendolari chiantigiani che, da alcune settimane, a causa della chiusura del ponte Amerigo Vespucci a Firenze (dovute a instabilità da verificare) al passaggio di mezzi pesanti, devono sorbirsi (al ritorno) ritardi fino a 30-40 minuti.
Ritardi dovuti alla scelta del percorso, diverso da quello di autobus diretti in altre aree della provincia fiorentina, che facendo il giro della Fortezza da Basso incamera ritardi a cascata.
Una scelta criticata fortemente dai pendolari chiantigiani, con lettere e raccolte di firme: "Non è possibile – è la sintesi – che si sia presa una decisione del genere, troppo penalizzante per chi, come noi, per muoversi su mezzi pubblici è costretto a prendere solo e soltanto l'autobus, non essendo servito il Chianti da nessun trasporto pubblico su ferro".
Anche la Città Metropolitana è finita nel mirino degli utenti. Città Metropolitana che però fa sapere che "a seguito delle erronee informazioni fornite dalla Scarl Autolinee Chianti Valdarno agli utenti che segnalano gravi disagi, si precisa che i nuovi instradamenti delle linee Firenze-Ferrone-Greve-Panzano, Firenze-Impruneta, Firenze-Galluzzo-San Casciano-Poggibonsi, Firenze-Scandicci-Cerbaia-San Casciano, conseguenti alla chiusura del Ponte Vespucci, non sono stati imposti dalla Città Metropolitana di Firenze come invece è stato comunicato".
Insomma, l'ex Provincia sulla scelta di far passare i bus diretti nel Chianti dalla Fortezza da Basso, per quello che alcuni chiamano in gergo "giro-pesca", non c'entra nulla.
"Il Comune di Firenze – precisano – che in materia di viabilità e traffico ha competenza esclusiva sul suo territorio, non ha autorizzato il passaggio dei mezzi del trasporto pubblico, che prima transitavano dal Ponte Vespucci, da via della Scala, che complessivamente avrebbe così subito il transito di 160 corse/giorno e ha chiesto alla Scarl che almeno metà del servizio, fosse dirottato su via Valfonda, viale Belfiore, Ponte alla Vittoria, via De’ Vanni e piazza Tasso".
"Busitalia e la Scarl – proseguono dalla Città Metropolitana – hanno quindi deciso di mantenere il transito su via della Scala delle linee Firenze-Siena che già vi transitavano e delle linee esercite da Piubus (Scandicci- Montespertoli e Galluzzo-Cerbaia-Montespertoli) per complessive 70 corse/ giorno".
"Nell’attesa di conoscere l’esito delle prove di carico che erano state programmate per il 22 febbraio dal Comune -concludono – la situazione è stata comunque monitorata giornalmente dal consigliere metropolitano delegato alla viabilità, Massimiliano Pescini (sindaco di San Casciano, n.d.r.), che ha promosso un incontro con la Scarl e il Comune di Firenze, per fare il punto della situazione e individuare soluzioni che possano ridurre il disagio lamentato dagli utenti".
di Matteo Pucci
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