Bande di pescatori di frodo stanno depredando i nostri laghi: le incredibili immagini

Nei giorni scorsi fermati due uomini che avevano tirato a riva circa 300 metri di reti. Creano danni incalcolabili

CHIANTI FIORENTINO – Pensavamo di averne viste e descritte di storie di animali maltrattati, di bracconieri senza scrupoli, ma quando siamo stati avvicinati da chi, foto alla mano, ci ha documentato e descritto quanto sta avvenendo nei nostri laghi, siamo rimasti sbalorditi.

 

Perché ci sono “bande” che stanno depredando i nostri laghi dai pesci, con ingenti danni all’equilibrio ambientale. E grazie al lavoro di guardie volontarie, polizia metropolitana e carabinieri, sono stati individuate proprio pochi giorni fa due persone di nazionalità straniera che, all’alba avevano tirato su da un lago trecento metri di rete gettata la sera precedente, portando a riva una buona quantità di pesci.

 

RETI E SACCHI NERI – Le "armi" dei bracconieri nei nostri laghi

 

"Il fenomeno è più accentuato nel nord dell’Italia – ci racconta la guardia volontaria che ha eseguito il blitz in accordo con le forze dell’ordine nei giorni scorsi – dove sono stati ripuliti fiumi che erano campi gara per pescatori. Ma ora questo fenomeno è  arrivato anche da noi".

 

Con quali conseguenze?

 

"Purtroppo i nostri laghi sono stati già svuotati da qualsiasi razza di pesci, ci rimane ben poco".

 

Ma come agiscono i bracconieri?

 

"Arrivano ai laghi appena fa buio e gettano all’interno delle reti. Dopodiché, trascorsa la notte, all’alba tornano per tirarle su. E il bottino è assicurato".

 

La stessa cosa che è avvenuta pochi giorni fa…

 

"Sì, noi avevamo sparso la voce di questo fenomeno, tanto che ci è arrivata la segnalazione di due persone che all’imbrunire, con dei grossi zaini in spalla, si erano avvicinati a un lago, per poi allontanarsi “scarichi” del fardello che portavano. Ci siamo organizzati in accordo con le forze dell’ordine e intorno alle 6 del giorno dopo ci siamo portati sul lago. Purtroppo i due avevano già tirato le reti a riva (circa trecento metri)  e quando ci hanno visto, hanno fatto finta di mettersi a pescare con tanto di canne, ma ormai era chiaro che erano stati gli autori della pesca illecita. Abbiamo così sequestrato il tutto, ributtato nel lago i pesci ed è scattata la segnalazione dei due all’Arma dei carabinieri".

 

Che pesci avevamo tirato su?

 

"Carpe, lucci e black , ma non fanno distinzioni, per loro è tutto commestibile il pesce che catturano".

 

NELLE RETI – I volontari mentre liberano alcuni dei pesci catturati

 

Un danno enorme dunque…

 

"Dobbiamo considerare che c’erano pesci che avevano trent’anni di vita, carpe di circa 20 kg. I pesci contribuiscono a mangiare le larve di zanzara e tenere un certo equilibrio, il danno dunque è incalcolabile per l’ambiente".

 

I pesci catturati vengono mangiati, c’è un mercato clandestino dietro tutto ciò?

 

"Sicuramente. I pesci, specie quelli di fiume, vengono rivenduti ai ristoranti, dietro c’è un giro di affari illeciti, è chiaro".

 

Questo avviene in tutto l’anno?

 

"Certo, a gennaio un volontario si recò su un lago completamente ghiacciato quando si accorse che tra il ghiaccio s’intravedeva una rete. Cercò di rompere il ghiaccio e tirarla a riva, ma non ce la fece, ci avvisò e in poco tempo ci portammo lì. Non sappiamo come ma nel frattempo i bracconieri erano riusciti a tagliare il ghiaccio e portare via la rete!".

 

Chi, passeggiando nei pressi di un lago, come può accorgersi che all’interno possono essere state sistemate le reti, cosa deve fare?

 

"Una volta usavano dei galleggianti ed era facilissimo individuarle, così adesso impiegano dei piombi e le reti vengono fissate con il filo a dei rami o semplicemente a dei ciuffi d’erba. Un cittadino che riesce a individuare qualcosa di sospetto deve semplicemente avvisare i carabinieri. Che poi faranno le dovute indagini". 
 

di Antonio Taddei

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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