“Con gli invasi locali? Ancora non ci sarebbero. E il Chianti sarebbe al dramma”

Publiacqua replica alle dichiarazioni dell'ex presidente del Consorzio di Bonifica Mauro Cresti

CHIANTI FIORENTINO – Nel quartier generale di Publiacqua hanno letto le dichiarazioni dell'ex presidente del Consorzio di Bonifica, Mauro Cresti, che sul Gazzettino del Chianti criticava la scelta di non fare invasi territoriali a servizio del Chianti fiorentino.

 

E hanno deciso di spiegare i motivi che sono stati alla base di una decisione che invece si è diretta verso il collegamento (ancora da implementare) con l'acquedotto dell'Anconella e quindi con l'invaso di Bilancino.

 

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"Perché furono stoppati gli invasi sulla Pesa? Lo stop – ricorda il gestore idrico – non fu determinato solo da Publiacqua, ma fu registrato all'interno delle riunioni fra Regione Toscana, sindaci, Consorzio, l'allora Provincia di Firenze e Publiacqua. Per vari motivi".

 

Poi ricostruiscono i percorsi di quei mesi di alcuni anni fa: "La Regione dette un contributo di 2 milioni di euro per garantire maggiore risorsa idropotabile per il Chianti. Il Consorzio fece una serie di studi che furono poi portati in questo comitato".

 

E qui, continuano da Publiacqua, "emersero due ordini di problemi. Primo: il trasporto solido che si sarebbe verificato, e i problemi ambientali sulla stessa Pesa".

 

"Inoltre – proseguono – fatti questi piccoli invasi, dal punto di vista della risorsa c'erano due criticità, ovvero l'effettiva quantità di risorsa garantita in primis. La Pesa è un fiume a carattere torrentizio, non ha quantità di risorsa continua da poter garantire".

 

Inoltre, prosegue nella sua analisi a ritroso Publiacqua; "l'acqua invasata doveva essere poi portata ai luoghi di potabilizzazione ed immissione in rete, servivano quindi lavori importanti per garantire l'effettiva possibilità di erogare acqua idropotabile da quegli invasi. In quelle riunioni venne quindi deciso in via prioritaria di continuare sul potenziamento del collegamento con l'acquedotto dell'Anconella, ovvero il collegamento a Bilancino".

 

Un bacino che, nonostante la terribile siccità di quest'anno, ad oggi garantisce ancora 200 giorni di autonomia. "Anche se – dice Publiacqua per far capire la situazione – siamo ai livelli che di solito si raggiungono a metà settembre".

 

"Ovvio – ammettono – che l'acquedotto che porta nel Chianti va ancora potenziato. Fino a San Casciano e Impruneta siamo più tranquilli, mentre Tavarnelle e Barberino sono ancora in sofferenza: abbiamo, non a caso, previsto nel piano degli investimenti 25 milioni di euro per concludere questo collegamento a una zona dove c'è risorsa garantita".

 

Altra cosa che Publiacqua tende a sottolineare, relativamente a quelli che sarebbero potuti essere gli invasi locali, è che "quelle opere peraltro ancora oggi non sarebbero concluse. E la crisi idrica importante che avremmo oggi nel Chianti avrebbe portato ad enormi disagi".

 

"Sul Chianti – concludono – stiamo facendo un monitoraggio continuo, la prossima settimana avremo i dati specifici. Bilancino non ci dà difficoltà, nel resto del territorio dove c'è solo risorsa locale i problemi invece ci sono. Certo, anche spingere la risorsa dall'Anconella ha costi importanti, sia di esercizio che ambientali: ma in questo modo siamo in salvaguardia. E potremo lavorare sull'implementazione locale. Con gli invasi avremmo avuto opere non sufficienti a garantire la sussistenza del territorio: e, ad oggi, neanche concluse".

 

di Matteo Pucci

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