CHIANTI FIORENTINO – Le firme alla fine del documento sono quattro: quella dell'ex vicesindaco di Impruneta Joele Risaliti, dell'ex sindaco di San Casciano Pietro Roselli, dell'ex presidente del consiglio comunale di Bagno a Ripoli Rosauro Solazzi e di Graziella Rossi.
Stiamo parlando del neonato Comitato Lavoro e Ambiente Chianti che, si legge, "chiede ai candidati alla Camere ed al Senato del territorio di condividere questo documento e di impegnarsi, qualora venissero eletti, ad attivare tutti gli strumenti in loro possesso per favorire questo percorso".
"Il territorio del Chianti – spiegano – si è sempre contraddistinto per le sue produzioni agro alimentari di qualità, per il turismo ma anche per le attività manifatturiere di prestigio quali meccanica, camper, cotto. La ricchezza e la particolarità di questo territorio era ed è tutt’ora caratterizzata dall’insieme di queste attività sempre cresciute nel rispetto dell’ambiente e della qualità della vita. Il perdere completamente una parte di queste produzioni impoverisce tutta l’area ed in alcuni casi, basti pensare al cotto, addirittura mette in crisi gli aspetti identitari di intere comunità".
"Le crisi che si sono susseguite negli ultimi anni che hanno portato alla chiusura di molte aziende – rimarcano – alla loro trasformazione ed alla perdita di molti, troppi, posti di lavoro hanno lasciato questo territorio impoverito ed isolato ancora lontano da una ripresa vera e sostenibile. A questo si è unita la crisi, altrettanto forte ed inspiegabile, dell’intero sistema delle amministrazioni locali e della politica che non hanno saputo, salvo alcuni casi isolati, fare fronte comune per trovare nell’elaborazione di una strategia d’area convincente ipotesi di soluzione adeguate".
"E’ evidente – rilanciano aprendo spiragli – che la chiusura della Sannini e l’acquisto del suo marchio da parte della Manetti, il ridimensionamento della Sacci nella produzione e nelle maestranze dopo vari passaggi di proprietà, l’espansione della ditta Laika che produce prodotti di qualità, di facile collocazione nei mercati italiani ed esteri, fa prevedere la necessità di recupero e di trasformazione di intere aree e di una inversione di tendenza che porti la manodopera della nostra area finalmente in crescita".
"Al fine di mantenere alta l’attenzione su queste problematiche – dicono – e sollecitare un confronto serio e costruttivo fra aziende, sindacati, cittadini ed amministrazioni si è costituito il Comitato Lavoro e Ambiente Chianti con finalità precise".
Ovvero: "Controllare che il territorio non subisca modificazioni insostenibili sia dal punto di vista ambientale che dei servizi; sollecitare le amministrazioni locali affinché i marchi di prestigio presenti nel Chianti vengano tutelati e potenziati; impegnare le Istituzioni, ai vari livelli, affinche le aziende in attività non facciano interventi invasivi e nocivi per l’ambiente ed il paesaggio".
Infine: "Richiedere alle varie istituzioni ed alla politica la rimozione delle gravi carenze che il territorio del Chianti sta subendo in merito al trasporto pubblico, al Servizio Sanitario Nazionale, all’assistenza alla persona; al lavoro qualificato e dignitoso; stimolare le amministrazioni locali perché individuino strategie di sviluppo corretto del territorio in sinergia tra di loro e con il coinvolgendo delle organizzazioni sindacali e dei cittadini".
di Redazione
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