TAVARNELLE – Anche il sindaco di Tavarnelle, dopo Trentanovi, risponde alle critiche mosse via Facebook dell'ex sindaco di Barberino Val d'Elsa, Michele Bazzani contrario alla campagna per il sì alla fusione portata avanti dai primi cittadini in carica.
"C’è chi parla in modo chiaro e trasparente di futuro per i nostri figli – scrive ora David Baroncelli – mettendoci la faccia con il solo spirito di servizio, e chi invece preferisce divulgare menzogne minacce e parole tristi e pesanti come macigni. Triste quando arriva dai social e da chi ha ricoperto importanti cariche istituzionali".
"Chiariamoci subito: – non abbiamo paura delle minacce e abbiamo la coscienza pulita e mai resteremo in silenzio; – non abbiamo mai divulgato falsi dati ma sempre responsabilmente creato occasioni di partecipazione trasversale ad ogni iniziativa, naturalmente disertata da chi ora dice di non aver avuto fino ad oggi spazi per difendere il No; – non abbiamo davanti a noi carriere in Regione o in Politica e filiere di potere a cui rispondere".
Continua Baroncelli: "Io sono un servitore delle nostre comunità e per esse e solo per esse svolgo il mio servizio di Sindaco con il peso della responsabilità quotidiana di compiere le scelte migliori per tutti noi".
"Alle accuse di annessione accampando le ragioni del più forte rispondo che non c’è bugia più cattiva rivolta a chi ama parimenti Barberino e Tavarnelle – prosegue il primo cittadino – Il nostro progetto le nostre azioni vanno in altra direzione, creare una unità amministrativa nuova per nuova comunità che è già nata: Barberino Tavarnelle è nata nelle scuole, nelle palestre, nei luoghi di ritrovo e divertimento, nei campi sportivi, nelle ambulanze, nei mercati, nel volontariato sociale, nei giardini “magici” e osservando le stelle".
Conclude il sindaco di Tavarnelle: "È nata sotto la stella di Semifonte e all’ombra dell’Abbazia di Passignano, protetta da San Michele e dai Santi e Beati e uomini illustri che ebbero i natali e calcarono questa terra. Già nata perché la sua storia parla più parole di unità che di divisione. Onoriamo il nostro illustre passato e adesso mettiamoci a servizio del futuro! Tutti".
di Redazione
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