TAVARNELLE – Chi era in viale Gagny nella serata di ieri, giovedì 6 settembre, non credeva ai suoi occhi.
Amici, vicini di casa, conoscenti. Sgomenti nel vedere i soccorritori che cercavano disperatamete di rianimare Bruno Rovai, che si adoperavano attorno alla donna che poi è stata portata, politraumatizzata, all'ospedale Santa Maria Annunziata di Ponte a Niccheri (non è in pericolo di vita).
Proprio lì, in paese, zona residenziale di Tavarnelle. Famiglie, villette a schiera: "Non è una strada di passaggio – ci spiegano – Qui vengono solo quelli che ci vivono".
Ci andiamo in viale Gagny. La mattina dopo quell'impatto sordo, i due corpi che volano, l'Audi di A.B., 49 anni, tavarnellino, che sgomma via senza lasciare traccia.
Passeggiamo insieme ai residenti. Qui, e non è un luogo comune, ci si conosce tutti. Si conosce chi purtroppo non c'è più. Chi è rimasto ferito. Chi ha causato tutto ciò. E si rimane sgomenti.
Anche di fronte alle notizie ufficiali che parlano di alcol nel sangue di chi era alla guida. Tre volte il limite di legge. Anche quando arrivano notizie (sempre ufficiali) relative ad analisi che avrebbero confermato il "recente uso di sostanze stupefacenti".
"Viviamo qui da una vita – ci dice uno che in viale Gagny è nato e che oggi, pur vivendo a pochi chilometri, torna sempre qui da amici e parenti – Ieri sera quando ci hanno chiamato per dirci quello che era successo non ci si poteva credere. Pensare alla famiglia di Bruno, che avrà per sempre davanti agli occhi il pezzetto di strada dove è morto, fa stringere il cuore".
Ch è arrivato pochi istanti dopo quel tonfo sordo che è risuonato attorno alle 22 ci ha messo un po' a realizzare. Come in un incubo a occhi aperti.
Bruno, la moglie, e due amici erano stati insieme a cena fuori. Stavano scendendo dall'auto. La moglie e l'amico, scesi dalla parte del marciapiede, hanno assistito inermi alla scena.
Bruno e la donna hanno fatto appena in tempo a chiudere i rispettivi sportelli. Poi è arrivata l'Audi, dal "fondo" di viale Gagny, risalendo verso il paese. Li ha travolti. E si è dileguata.
Chi è accorso ha subito capito che per Bruno non c'era più niente da fare. Ma i soccorritori hanno provato tutte le manovre di rianimazione possibili. La donna invece ha dato quasi da subito cenni di vita, non ha perso conoscenza pur ferita in maniera grave.
Bruno Rovai lo conoscevano in tantissimi a Tavarnelle. Cantava anche nel coro di Santa Lucia al Borghetto. Una presenza cosante, per anni e anni, nella Confraternita della Misericordia. Che ha subito deciso di annullare i tre giorni di festa, che avrebbero dovuto svolgersi da oggi a domenica 9 settembre.
"Siamo addolorati per la scomparsa del nostro concittadino – dichiara il sindaco David Baroncelli – persona dalle grandi qualità morali, attento e sensibile ai bisogni del nostro territorio, attivo e presente nel mondo del volontariato, l'impegno instancabile di Bruno a favore degli altri e della comunità è un valore che abbiamo perso e che mancherà a tutti noi".
Chi era in viale Gagny non credeva ai suoi occhi. Vedere la normalità di un giovedì sera di inizio settembre che si trasforma in tragedia. Così travolgente. Reale. Senza appello.
di Matteo Pucci
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