Un passaggio da 12mila tonnellate di rifiuti ad un totale di 75mila. Il piano proposto dall’azienda Ecos di quintuplicare l’attività e la quantità dei rifiuti da stoccare e trattare nell’area in cui ha sede, la zona industriale di Barberino Val d'Elsa, non convince il Comune che al contrario assume una posizione nettamente sfavorevole alla richiesta avanzata dall’azienda.
“Riteniamo che un simile potenziamento – dichiara l'assessore all'ambiente Mario Becatelli – proposto dalla ditta per il prossimo quinquennio, in vista del rinnovo dell’Autorizzazione Integrata Ambientale, sia totalmente in conflitto con gli orientamenti della giunta e del consiglio comunale di tutelare, preservare e qualificare il territorio sul piano ambientale e della sicurezza per le aziende e i cittadini. Ciò che preoccupa maggiormente amministratori e residenti è il fatto che l’ampliamento delle attività di raccolta dei rifiuti pericolosi interessa una zona già soggetta a esondazione e in prossimità di consistenti insediamenti abitativi”.
Attraverso l’applicazione degli strumenti urbanistici il Comune, a più riprese, aveva introdotto, norme finalizzate a limitare nel territorio la presenza di aziende insalubri di prima classe e nel 2007 aveva stabilito che nella zona in cui è localizzata la ditta Ecos non si potessero ospitare nuove aziende per le quali sia richiesta l’Aia (Autorizzazione Integrata Ambientale) o a rischio di incidente rilevante; e per quelle esistenti, la prescrizione del piano delle funzioni, non ammetteva trasferimenti o ampliamenti. L’argomento è stato anche al centro del dibattito del consiglio comunale che all’unanimità ha dato via libera alla giunta per porre uno stop alla richiesta di Ecos inviando alla Provincia di Firenze, l’ente preposto al procedimento, un’osservazione alla Valutazione di Impatto Ambientale, documento legato alla richiesta del piano di incremento delle attività dell’azienda Ecos. Che vorrebbe stoccare anche eternit (in alto, nella foto d'archivio).
La delibera consiliare scaturisce da una mozione del gruppo consiliare Uniti per Barberino. Il testo firmato da Daniela Rossi, capogruppo di maggioranza (Pd), si pone l’intento di favorire le politiche ambientali sul territorio e di limitare produzioni potenzialmente lesive della salute per l’aumento del carico ambientale.
“La ditta – aggiunge il sindaco Maurizio Semplici – vuole aumentare di cinque volte l’attuale capacità di stoccaggio senza incrementare la volumetria dello stabilimento ma mantenendo e riorganizzando gli stessi spazi, secondo quanto sostenuto dalla azienda; ma il problema centrale non risiede tanto in una maggiore occupazione volumetrica quanto proprio nel potenziamento di un’attività che andrebbe a ricadere in un’area di cui sono evidenti la stretta vicinanza rispetto alle abitazioni e i rischi di esondazione”.
A seguito della richiesta di modifica della Aia inoltrata dall’azienda, la conferenza dei servizi costituita dagli enti preposti, Provincia, Arpat, Asl e Comune, ha chiesto in 45 punti chiarimenti e prescrizioni alla Ecos per valutare l’adeguatezza e la conformità dell’incremento del piano delle funzioni. La ditta dovrà rispondere entro 90 giorni e attenderne altri 40 per avere il parere della conferenza dei servizi.
di Redazione
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