All’operaio metalmeccanico tavarnellino anche le scuse del presidente Enrico Rossi

Un bruttissimo incidente con la sua auto (nelle foto), che ha rischiato di causargli gravissime conseguenze fisiche, si stava per trasformare anche in una beffa che lo aveva fatto andare su tutte le furie. Questo almeno fino ad oggi, quando dalla Asl e dalla segreteria del presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, sono arrivate le scuse e i chiarimenti su una situazione che stava diventando spiacevole.

 

A raccontarcela è lo sfortunato protagonista, l’operaio metalmeccanico tavarnellino Marco Bazzoni, da sempre in prima linea anche contro la piaga degli infortuni e delle morti sul lavoro: “Mercoledì 7 novembre – inizia il suo racconto – erano quasi le ore 14, stavo tornando a lavoro in macchina dopo la pausa pranzo, mi mancava poco per arrivare all'azienda in cui lavoro, una ditta che macchine per il settore enologico. Avevo già messo la freccia per girare quando arriva un furgone che mi tampona violentemente, senza neanche frenare (non mi aveva visto)”.

 

“Dalla botta che ho ricevuto – racconta ancora – la mia auto si è spostata di circa 6 e si è accorciata di circa 50 centimetri: tanto che il danno ammonta a circa 6mila euro. Da allora sono pieno di dolori, ho battuto (nonostante avessi la cintura di sicurezza) una violenta testata nello sterzo della. Su sei airbag non se ne è aperto neanche uno”.

 

Da qui prende il via il post-incidente: “Chiamo il 118 – racconta ancora Bazzoni – e vengo trasportato dall'ambulanza all’ospedale Santa Maria Annunziata (Ponte a Niccheri). Per fortuna viene fuori che non ho subito lesioni, ma solo un trauma distorsivo rachide cervicale e un leggero trauma cranico, oltre a vari dolori alla schiena. Dopo circa tre ore vengo dimesso e mi vengono dati dei giorni. Perché il mio si configura come un infortunio sul lavoro, del resto stavo andando a lavorare. Viene chiamato infortunio in itinere, cioè quello che accade nel tragitto casa/lavoro oppure lavoro/casa”.

 

E qui arriva la beffa: “Essendo infortunato sul lavoro – dice ancora Bazzoni – non dovrei pagare nessun contributo, invece  mi viene fatto pagare un ticket di 10 euro, quale contributo di spese di digitalizzazione. Eppure sul sito della Regione Toscana c’è scritto molto chiaramente che sono esentati dal contributo di 10 euro… gli infortunati sul lavoro per il periodo dell’infortunio e per le patologie direttamente connesse”.

 

Bazzoni si arrabbia e, come da sua abitudine, non molla l’osso. Chiede delucidazioni alla Asl, scrive una lettera al presidente Rossi. E, finalmente, oggi la schiarita e le scuse di Rossi e dell’azienda sanitaria: “Mi permetta – ha scritto Rossi a Bazzoni – per prima cosa, di farle i migliori auguri per la sua salute. Ho impiegato alcuni giorni in più di quanto avrei voluto per risponderle poiché sono fortemente impegnato con le emergenze che hanno colpito la nostra Toscana. Non appena mi è stato possibile ho chiesto chiarimenti e sono stato prontamente informato che si è tratto di un errore del presidio sanitario a cui si è rivolto. Mi risulta anche che sia stato contatto e che l'Asl si sia scusata con lei, scuse a cui associo le mie. Ovviamente sono state anche attivate le procedure per farle avere il rimborso. La ringrazio per la sua segnalazione perché contribuisce a farmi “tenere il polso” della situazione della sanità in Toscana intervenendo dove si verificano situazioni critiche e consolidando gli aspetti positivi”.

 

“E infatti – conclude Bazzoni – mi ha contattato telefonicamente la direttrice amministrativa dell'ospedale Santa Maria Annunziata scusandosi con me per l'accaduto e che era il primo caso di errore che gli capitava sugli infortuni sul lavoro. Mi è stato garantito che quanto prima mi faranno avere il rimborso del ticket di 10 euro ingiustamente pagato”.
 

di Redazione

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