A urne chiuse prime proteste da pare di coloro ai quali non è stato permesso il voto. Come quella di Michele Bazzani, a Barberino Val d'Elsa. Sindaco dal 1999 al 2004 (nella foto sopra incontra Yasser Arafat) con una lista civica, è stato candidato anche nel 2004 e nel 2009 contro l'attuale primo cittadino Maurizio Semplici. Riceviamo e pubblichiamo il suo sfogo.
"Oggi mi ero recato alle primarie del centro-sinistra allo scopo di esprimere la mia preferenza per uno dei cinque candidati che, a mio avviso, rappresenta un grande elemento di novità nella stagnante politica italiana. Mi sembrava che queste primarie fossero una cosa seria e veramente inclusive delle opinioni del popolo italiano, non inquadrato nello schema dei partiti.
Purtroppo mi sbagliavo.
Il regime arroccato a difesa delle proprie posizione di potere ha appena impedito a me, cittadino libero-pensante, di poter esprimere il proprio voto, non ammettendomi al seggio. Evidentemente qui a Barberino Val d'Elsa vogliono far votare solamente quelli che hanno indottrinato adeguatamente. La mia colpa, se così la si vuol chiamare, è quella di essere stato eletto consigliere comunale (e prima ancora sindaco) in una lista civica indipendente dai partiti.
Per la cronaca a respingermi al seggio è stato il signor Maurizio Semplici, che – oltre a fare l'addetto al seggio e il grande sostenitore di Bersani – sarebbe anche il sindaco di Barberino Val d'Elsa (a proposito: ma che strana questa commistione politica di parte/istituzioni!). Mi ha detto: “Non puoi votare perché sei dello schieramento avverso”. Io non so che notizie abbia il signor Semplici, ma – se proprio devo trovare uno schieramento – ammetto che io sono schierato dalla parte della gente. Ma lui da che parte sta? Forse ha veramente ragione che siamo su schieramenti opposti.
Purtroppo a chi è abituato a ragionare in termini di partito e di potere, dove se non la pensi come loro sei considerato un nemico, sfugge che la politica si fa con le idee e non con le etichette preconfezionate. Queste servono solo per dividere la gente tra loro e permettere all'ancien régime di continuare a perpetuarsi al potere facendo i propri comodi. Il fatto che ci siano due o più schieramenti è un concetto che mi sfugge ma di cui prendo atto. E per "cambiare" e per fare la rivoluzione che intendo io occorre votare per chi ha messo come primo passo l'azzeramento dell’attuale classe dirigente dei partiti. E poco conta che sopra queste elezioni ci sia un’etichetta di destra o di sinistra.
A me questa possibilità è stata negata.
Denuncio la gravità dell’accaduto di fronte alla pubblica opinione con il coraggio e la forza che mi ha sempre contraddistinto. È la forza delle idee e di chi le mette a disposizione dei cittadini e dell’interesse pubblico. Purtroppo il regime fa ancora paura. Ma l’episodio di oggi dimostra anche che ha paura del “nuovo” e che sta scricchiolando. Mi piace pensare che io ci sarò ancora quando questo regime non ci sarà più: e se necessario sarò lì a dare l’ultimo calcio a quella seggiola…"
di Redazione
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