I genitori dei bambini degli asili nido di Greve in Chianti: “Siamo ancora preoccupati”

Dopo le polemiche per il cambio di gestione, tornano a farsi sentire: "Il passato non ha insegnanto niente"

GREVE IN CHIANTI – "A cinque mesi dalla vicenda che ci ha visti, nostro malgrado, protagonisti di una lunga battaglia intrapresa per garantire un minimo di continuità educativa ai nostri figli, ci sentiamo in dovere di rivolgere nuovamente un appello all'amministrazione comunale di Greve in Chianti affinché interrompa il silenzio sul futuro dei servizi educativi per l’infanzia nel nostro comune".

 

A scriverlo sono i genitori dei bambini che frequentano i due asili nido grevigiani, al centro nei mesi scorsi del cambio di gestione dopo la vincita dell'appalto da parte di un partecipante diverso dalla cooperativa che per anni li aveva gestiti.

 

Una vicenda che è rimasta a lungo sui giornali, che ha visto anche un consiglio comunale aperto e una decisione finale ricordata dagli stessi genitori: "Ci eravamo lasciati con una sofferta proroga, strappata in extremis, ad Arca fino a giugno 2019 e il subentro del consorzio MediHospes – Virtus Italia a partire dal 1 luglio".

 

"In questi mesi – proseguono – il servizio è proseguito senza il coordinamento pedagogico, in quanto la precedente coordinatrice si è dimessa a inizio gennaio. Nessuno ha sentito il dovere di informarci, tantomeno di individuare una nuova figura".

 

"Solitamente – rimarcano – nel mese di luglio viene proposto un prolungamento del servizio di nido, poiché molte famiglie ne hanno estremamente bisogno. Quest’anno, dunque, i centri estivi saranno erogati da MediHospes – Virtus Italia, ma ad oggi i genitori non hanno alcuna informazione al riguardo, nonostante le richieste di chiarimento. Non sappiamo la durata, i costi, quali educatrici saranno presenti, come saranno organizzate le settimane di luglio".

 

"Abbiamo solo intuito – sottolineano – che negli ultimi mesi e settimane le comunicazioni tra i nuovi operatori ed Arca per garantire il passaggio nel migliore dei modi non siano stati né frequenti né proficui. Iniziamo dunque ad essere preoccupati e a dover chiedere, ancora una volta, all’amministrazione la collaborazione e la comunicazione con le famiglie che sarebbe doverosa, sia per quanto riguarda il mese di luglio, sia, soprattutto, per quanto riguarda la nuova gestione a partire da settembre, sulla quale non abbiamo avuto alcuna informazione".

 

"Ci sembra – accusano – che l’esperienza recente, nonostante i mea culpa e le promesse, non abbia insegnato niente. Non solo. Lo sconcerto rispetto alla reputazione della cooperativa subentrante e rispetto alla qualità dei servizi erogati non si è mai placato tra i genitori, anzi".

 

"A inizio aprile – raccontano i genitori – sono state pubblicate notizie allarmanti anche sulla seconda cooperativa entrante, Virtus Italia, che dal novembre 2018 ha smesso di pagare gli stipendi ai dipendenti ed ha dichiarato lo stato di crisi. In marzo è stata commissariata, con le dimissioni in massa dei suoi dipendenti. Infine, ad inizio aprile, i suoi vertici sono stati oggetto di 22 provvedimenti di custodia cautelare con accuse, tra le altre, di abbandono di minori, falso e frode in pubbliche forniture".

 

"A fronte di tutto questo – incalzano – ancora una volta silenzio e immobilità di sindaco e assessore. Neanche la campagna elettorale in corso, che tra l'altro li vede entrambi nuovamente candidati, li ha spinti a cambiare atteggiamento nei confronti delle famiglie".

 

"Noi – concludono – siamo seriamente preoccupati e allibiti per la persistente mancanza di informazioni sul futuro del servizio educativo e di un percorso concordato di avvicinamento da parte della cooperativa subentrante verso il nostro territorio, le educatrici e le famiglie".

di Matteo Pucci

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