BARBERINO TAVARNELLE – "Nei miei 15 anni di presidenza della Polisportiva ho direttamente collaborato con l’amministrazione comunale di Tavarnelle e Barberino. Proprio grazie a questa stretta collaborazione ho visto e toccato con mano le logiche del partito, il modo in cui vengono gestiti gli appalti e gli investimenti e soprattutto come ci siano persone molto brave a parlare, e meno brave a portare risultati".
Non ci va leggero Mauro Maioli, candidato sindaco di Progetto Futuro domenica 26 maggio a Barberino Tavarnelle, nello spiegare i motivi che lo hanno spinto a scendere in campo.
Porta ad esempio "il palazzetto dello sport. Una priorità da presidente della Polisportiva ed una reale necessità del territorio, che avrebbe potuto aprire nuove ed importanti occasioni di sviluppo economico. Per anni ho appoggiato e creduto nelle promesse che mi sono state fatte. Io sono rimasto molto deluso, perché sono una persona di parola, che guarda ai fatti. Ho visto promesse disattese, sprechi ingiustificabili, e un’amministrazione comunale che a parole è perfetta, ma in pratica non funziona. Per questo mi sono candidato".
"Purtroppo – rilancia – si sono instaurati dei sistemi che non fanno gli interessi dei cittadini, ma del partito, delle convenienze politiche. Il Pd (non solo di Tavarnelle) per riacquistare il suo ruolo di guida della sinistra dovrà attraversare una profonda trasformazione. Da persona vicina all’amministrazione sono convinto che questa trasformazione non potrà avvenire dall’interno. All’amministrazione serve un contributo dalla parte più positiva e attiva della comunità, le associazioni ed i cittadini del territorio. In questo ho ritrovato i miei principi e ho deciso di disegnare questo progetto, per il futuro della nostra comunità: Progetto Futuro".
Che declina così: "Mettere le esigenze dei cittadini al primo posto ed avere una gestione indipendente, oculata e trasparente dei progetti e dei servizi. Noi non dobbiamo accontentare nessun partito, né accomodare amici o appaltare a cooperative in mano a ex-dirigenti e ex-assessori. Noi risponderemo solo ai cittadini. E ci sono un paio di azioni molto concrete. Prima fra tutte, intendo rivalutare l’opportunità dell’esternalizzazione dei servizi al cittadino, che sono in appalto a ditte esterne. Ho ragione di pensare che molti servizi possano essere gestiti direttamente dal Comune; ho conosciuto i dipendenti e ritengo ci siano ottime competenze. Oggi invece quasi tutti i servizi sono in appalto a ditte e cooperative varie, spesso non del territorio, con costi più alti e bassa qualità. Tra questi i primi saranno il call center e i servizi cimiteriali".
"Inoltre – prosegue – intendo cambiare il modo in cui il Comune viene percepito. Oggi ho visto che davanti all’amministrazione ci sono cittadini di serie A e di serie B. Intendo implementare un serio sistema di controllo della qualità dei servizi".
Sui "compagni di viaggio", in particolare quelli di Obiettivo Comune, che nel novembre 2018 si sono battuti contro la fusione, Maioli la vede così: "Secondo il Pd solo chi era a favore del referendum ha diritto di amministrare il territorio e credibilità per farlo. Quindi il 40% dei cittadini, che per ragioni e dubbi di varia natura erano contrari alla fusione, non avrebbe diritto a candidarsi. Occorre invece attivarsi per risolvere, nel più breve tempo possibile e senza costi aggiuntivi per i cittadini, quei disagi che non erano stati previsti in sede di fusione, vedi CAP".
Poi annuncia le priorità immediate, in caso di elezioni: "Ristrutturerò i bagni e le scuole medie di Tavarnelle, dove ci sono ancora le turche e zone veramente indecorose. La precendente amministrazione ha speso tanti milioni per nuove scuole mai finite (come la primaria a Bustecca, costata finora 11 milioni contro i 5 preventivati) senza curarsi della manutenzione e del decoro del plesso di Tavarnelle. Un’altra dimostrazione che far lavorare le ditte era più urgente che far stare bene i ragazzi".
di Redazione
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