TAVARNELLE (BARBERINO TAVARNELLE) – Nel pomeriggio di ieri, sabato 25 maggio, con una bella merenda e tanta gente presente, è stata re-inaugurata la sede de La Racchetta, in via Cassia, vicino al campo sportivo di Tavarnelle.
La struttura esiste da una trentina d’anni, ma nella notte del 25 febbraio scorso ha subito un furto, in cui sono stati portati via i soldi delle iscrizioni dei soci, materiale per l’antincendio, motoseghe e persino vestiario.
Un atto veramente ignobile e deplorevole ai danni di un’associazione che, costituita interamente da volontari a cui va un grande plauso, dal 1972 si occupa principalmente di antincendi boschivi; ma anche di alluvioni, ricerca di persone… . Con circa 140 mezzi e duemila soci in tutta la Toscana. Disponibili h 24.
Oltre alla comunità, hanno partecipato al rinfresco la Misericordia di Barberino Tavarnelle e il rione Bosco alla Doccia, che hanno contribuito all’acquisto delle nuove attrezzature.

Presenti anche la Prociv Arci di San Gimignano e molte sezioni de La Racchetta dalla provincia fiorentina, senese e pisana, con i loro fantastici mezzi di soccorso: San Casciano, Ferrone, Panzano in Chianti, Marciola, Montelupo Fiorentino, Lastra a Signa, Sovicille e Cascina.
“Abbiamo organizzato questo Open Day – a parlare sono i volontari de La Racchetta di Tavarnelle, una trentina, tra cui anche alcune donne, dai giovanissimi ai pensionati – per ringraziare la Misericordia, il Bosco alla Doccia. E tutta la popolazione”.
“Con le loro donazioni – raccontano i volontari – ci hanno permesso di ricomprare due motoseghe e di sistemare i danni subiti alla porta, ai vetri, alla cassaforte e al distributore automatico. Nella speranza che questo furto, il primo che abbiamo mai subito, sia anche l’ultimo”.

“Dopo la vergognosa inciviltà – dice Nicola Bossini a nome della Misericordia di Barberino Tavarnelle – ci ha fatto piacere dare una mano ad un’associazione di volontariato che oltretutto, come noi, è sotto la Protezione Civile”.
“Quando abbiamo saputo del furto – interviene Nicola Salvietti, capitano del rione Bosco alla Doccia – ci siamo rimasti molto male. E’ un gesto vile rubare a chi fa del bene”.
“Dato che avevamo dei soldi avanzati dalla festa – conclude Nicola – ci è sembrato giusto che andassero al paese, alla gente del posto che si impegna per l’intera comunità”.
di Noemi Bartalesi
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