BARBERINO TAVARNELLE – Il forte legame fra il Chianti, Firenze e la Nuova Zelanda, nato nel luglio del 1944 con la guerra e laLiberazione dal nazifascismo, è forte. E si rinnova ogni anno.
Domenica 19 maggio è venuto a Tavarnelle un gruppo di neozelandesi maori, formato da 9 persone, fra le quali era presente uno degli ultimi veterani, Bob Gillies, che ha combattuto 75 anni fa durante la liberazione del Chianti e di Firenze.
Accompagnati da Stefano Fusi e da sua moglie Jill Gabriel (che si è occupata anche della traduzione) la visita è pattita da Tavarnelle, per arrivare al monumento ai caduti a San Michele a Torri ed alla fattoria.

Faceva parte del gruppo anche Sir Wira Gardiner, importante storico maori che ha scritto il primo libro sul 28° battaglione ed ha appena pubblicato un'altra opera dedicata interamente alla Compagnia B, che partecipò ai più duri scontri con le truppe tedesche nel nostro territorio.
Giovedì 23 maggio un altro gruppo, organizzato da Rene Wilson di Innovative Travel, è venuto a ripercorrere le tappe dei loro connazionali 75 anni fa.
In piazza a Tavarnelle incontro alla presenza delle autorità, del sub commissario di Barberino Tavarnelle dottor Ragusa, del sindaco di San Casciano (si era prima del voto) Massimiliano Pescini e del comandante della Stazione dei Carabinieri Giuseppe Cantarero, alla presenza dei rappresentanti dell’Anpi locale.
A seguire si è svolto un incontro in sala consiliare, dove Stefano Fusi ha illustrato le vicende militari dell’estate 1944, dall’arrivo dei soldati neozelandesi a San Donato il 21 luglio, fino all’arrivo a Firenze il 4 agosto.
Testimoni di eccezione Mirella Lotti (è stato ricordato l’efferato episodio della strage di Pratale dove perde il padre), e Rosanna Tacci (che allora bambina incontrò i soldati neozelandesi).

Molta la commozione nel ricordare gli episodi avvenuti tanti anni fa, ma ancora vivi e scolpiti nella memoria.
Ultima tappa il cimitero del Girone, dove sono presenti 230 tombe di soldati neozelandesi morti nelle battaglie del luglio/agosto 1944, per liberare il Chianti e Firenze dall’occupazione nazifascista.
di Redazione
© RIPRODUZIONE RISERVATA


































