“Primo consiglio comunale di Greve: noia, tristezza, sconcerto”

Lettera della lista Viva (Luca Venturini e Flavio Meniconi): "Nonostante il risultato elettorale neanche uno scatto di energia"

GREVE IN CHIANTI – Una lunga lettera aperta, firmata da due attivisti (non siedono in consiglio comunale) della lista Viva – Cittadini per Greve in Chianti (Flavio Meniconi e Luca Venturini) a nome di tutta la lista.

 

Una lettera in cui commentano il primo consiglio comunale andato in scena nei giorni scorsi. E lo fanno in maniera a dir poco critica.

 

"Un misto di noia, tristezza e sconcerto, ecco cosa abbiamo provato mercoledì sera nel corso della prima assemblea del neoeletto consiglio comunale di Greve in Chianti.

 

Noia, perché l'amministrazione entrante non ha dato nessun segnale di vivacità, di innovazione, uno scatto di energia quantomeno in base al trionfale risultato delle urne. 

 

Dopo un 64% con un + 22% sul risultato del proprio partito madre alle Europee, che incitava ad osare, a proporre.

 

No, niente di tutto questo, una monotona dissertazione a metà tra una lista della spesa e la recita di una novena… ad un certo punto mi è parso quasi di udire un ora pro nobis intervallare uno dei progetti di prossima attuazione, in lista di attesa da ormai due mandati consiliari (forse anche i lavori pubblici vanno affinati in cantina come il buon vino).

 

Tristezza, perché l'unico intervento che è volato un po' sopra alle nebbie è venuto dall'opposizione di sinistra.

 

E perché l'amministrazione non ha fatto nemmeno autocritica su molti errori commessi, scuole, accoglienza, bilancio dell'unione, rapporti con la città metropolitana.

 

Una giunta che parte senza rivedere le tempistiche per la documentazione nelle commissioni addebitando le difficoltà alla sola opposizione, fa cadere le braccia.

 

Sconcerto. Non si era mai visto un consigliere eletto che esce dal consiglio dall'uscio e rientra come assessore esterno dalla finestra. Gli assessori esterni, numericamente limitati per legge, sono una opportunità che è stata lasciata dalla legge per ricorrere a professionalità alte, ad esperti tecnici di valore per coprire eventuali lacune nella compagine eletta o per elevarne la statura politica, accademica, professionale.

 

Era capitato di vedere un assessore esterno come contentino per un partito minore o una corrente rimasti esclusi dagli eletti, come risarcimento per il lavoro di squadra, ma mai avevamo visto ricorrere ad un simile espediente per elevare la maggioranza in maniera forzona, pardon forzosa.

 

Un sindaco votato dal 64% e quindi già premiato con 11 seggi su 16 in consiglio, che fa dimettere un consigliere che poi ricicla come assessore esterno per ottenere 12 seggi contro 5 in consiglio auto concedendosi un premio di maggioranza indebito, colpisce negativamente per il disprezzo verso la rappresentatività e funzione del consiglio".

 

Flavio Meniconi e Luca Venturini

Lista Viva – I Cittadini di Greve in Chianti 

 

di Redazione

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