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domenica 3 Luglio 2022
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    “Bagno a Ripoli: tutti i rischi che produrrà sul territorio il Piano Strutturale e Piano Operativo”

    Lungo intervento del Comitato di Vicchio e dintorni: "Il sindaco non ottempera la promessa di presenziare a una assemblea informativa nella chiesa di San Lorenzo a Vicchio"

    Ancora una volta ci troviamo nella situazione di doverci affidare a una comunicazione per informare i cittadini ripolesi, e non, sui rischi e i danni che l’approvazione del nuovo Piano Strutturale e Piano Operativo, una volta approvato definitivamente, così come presentato, produrrà sul territorio di Bagno a Ripoli e in particolare sui residenti di via Vicchio e Paterno e via Vernalese.

    Il nostro Comitato di Vicchio e dintorni, nato appunto dalla sensibilità al territorio di alcuni residenti, si è interessato a questo problema già prima che si cominciasse a discutere del P. S. e P. O., cercando di coinvolgere il maggior numero di persone, in modo da dare maggiore forza alle nostre richieste al sindaco del Comune di Bagno a Ripoli, che al momento risultano inascoltate.

    Nel 2020 ci fu un primo gruppo di cittadini (residenti e non), allarmati dalla possibilità che venisse dato il permesso per l’installazione di un campeggio in un appezzamento agricolo su via di Vernalese, invitarono il 20 febbraio il sindaco ad un’assemblea, presso la chiesa di San Lorenzo a Vicchio, per un incontro.

    Furono esposte tutte le preoccupazioni del caso: dalla viabilità, già problematica, all’impatto ambientale.

    In quell’occasione il sindaco, promise che non avrebbe rilasciato autorizzazioni per l’installazione di un “glamping” e/o installazione turistico ricettiva. Inoltre, circa la viabilità, affermò che le strade di via Vicchio e Paterno, via della Croce e via Vernalese non potevano essere ampliate per ragioni paesaggistiche.

    A tutto ciò, noi aggiungiamo che la situazione critica attuale non consente neppure l’accesso dei mezzi di emergenza; figuriamoci cosa potrebbe diventare con la creazione di altre attività ricettive.

    Nel nuovo P.S e P.O sulle colline di Vicchio si parla di “attività culturale e ricreativa”, formula poco chiara, che non lascia capire la finale destinazione.

    Sicuramente attività, che per essere lucrative, comporteranno un movimento di persone, con i già lamentati problemi di viabilità, senza la sicurezza che, ad acque più calme, si possa poi, con una variante al piano, tornare al progetto del campeggio (per il quale esiste già un permesso della Regione come da verbale della Conferenza per la copianificazione del 26 settembre 2019).

    Così, in futuro, potrà succedere che il nostro territorio sia punteggiato da tanti campeggi e campeggini messi su da proprietari che fanno fatica a mettere a frutto la propria terra e che vedranno nelle “Attività culturali e ricreative connesse con l’agricoltura” (P.O. pag. 106) una fonte di guadagno.

    Dopo pochi mesi, il problema dell’uso del territorio si è presentato nel Podere Biliotto, tenuta vastissima sviluppata sulla collina di Vicchio, a pochi metri sempre da via Vicchio e Paterno, costituita di campi di ulivi, affacciati su Firenze e ben visibili dalla città, un posto bellissimo fino ad oggi rimasto intatto.

    Prevista qui un’attività turistico-ricettiva con la ristrutturazione di tre coloniche, con piscine e annessi e connessi, e probabilmente, almeno nelle intenzioni dei proprietari, tende completamente attrezzate per il soggiorno di turisti.

    La situazione in questo caso è ben più grave, viste le dimensione della porzione di territorio già recintata, 24 ettari, e molto più devastante sia per l’impatto ambientale sia per la viabilità, anche per la costruzione di una nuova strada che darà l’accesso su via di Vicchio e Paterno.

    A questo punto, il 30 marzo 2020, una rappresentanza del Comitato di Vicchio e dintorni incontrò il sindaco che, anche in questa occasione, di fronte alle nostre preoccupazioni, affermò che non avrebbe potuto impedire la ristrutturazione delle tre coloniche all’interno del podere, ma si sarebbe opposto a qualsiasi “glamping” o camping o qualsivoglia nome si attribuisca a queste tende, riconoscendo la necessità di salvaguardare il territorio.

    Ci comunicò che, comunque, non era stato deciso ancora nulla, né era stato presentato alcun progetto da parte della proprietà del Podere e ci lasciò rimandandoci ad un incontro successivo per ulteriori aggiornamenti.

    Preoccupati per questa situazione ondivaga, il Comitato di Vicchio e dintorni, il 16 giugno 2021, ha organizzato una manifestazione pubblica di protesta verso queste previsioni; in questa occasione consegnammo nelle mani del sindaco, un appello (non una petizione) sottoscritto da 640 persone e l’invito scritto, prontamente accettato davanti a giornalisti e cittadini, a presenziare una futura assemblea informativa nella chiesa di San Lorenzo a Vicchio.

    Con una lettera del 21 ottobre scorso abbiamo sollecitato il sindaco a stabilire una data, ma non abbiamo ricevuto alcuna risposta.

    Tre componenti del Comitato, convinti che il sindaco avrebbe rispettato quanto promesso, hanno pensato di riproporre l’invito “personalmente” presso la segreteria del sindaco.

    Ci è stata negata la possibilità di un incontro a tempi brevi, ma forse all’inizio del 2022, quando ormai il Piano Operativo sarà stato approvato e quasi impossibile modificare, se non grazie ad una coraggiosa volontà politica che ora non riscontriamo.

    In questo frangente, è intervenuto il vicesindaco che ha affermato:

    (1) che con le votazioni elettorali ogni passaggio di potere esecutivo è nelle mani del sindaco eletto e della maggioranza politica,volendo così liquidare le nostre richieste;

    (2) che non ci sarà alcun intervento di trasformazione a Vernalese né tantomeno a Rimaggio;

    (3) inoltre, ha sottolineato il fatto che i cittadini presenti erano solo tre, lasciando intuire che era un numero insignificante per esprimere un dissenso;

    (4) alla replica che dietro c’erano ben 640 firmatari, ha fatto notare che c’erano anche firme di residenti a Firenze, come se questo fosse stato un nostro inganno.

    Queste affermazioni le contestiamo e anche molto facilmente:

    (1) la democrazia non si ferma alla “concessione” di libere elezioni. Democrazia è soprattutto partecipazione dei cittadini all’attività di chi governa, come recitano i seguenti articoli: articolo 10.3 del Trattato di Lisbona; della Costituzione Italiana articolo 3.2, articolo 97.2, articolo 118.4; Decreto Legislativo 18 agosto 2000, n. 267; articolo 8.1 Direttiva 2/2017.

    Ovviamente, però, democrazia non vuol dire solo questo.

    (2) Il nuovo P.S. e P. O., a pag. 106, contrariamente a quanto sostenuto, si esprime in questi termini: “La porzione agricola sistemata ad uliveto in gestione amatoriale” in località Vernalese rientra nelle “Aree attrezzate per tempo libero era D5 2 (Vicchio di Rimaggio) (n. 2 ex glamping)” con la qualificazione di “ Attività culturali e ricreative connesse con l’agricoltura” e saranno concessi “sistemazioni esterne…, pavimentazioni in legno non fisse e posa di sistemi ombreggianti stagionali (tende e pergolati), realizzazione di un sistema igienico….”, altri manufatti in legno e parcheggio diffuso fra gli ulivi.

    E Rimaggio? Con l’intento di eliminare traffico ed ingorghi davanti alla scuola elementare, invece di creare solo degli utili posteggi, tramite espropri, si distruggerà un’uliveta con la costruzione di un “Edificio direzionale e servizi”, di 2500 mq. per un altezza di mt. 8,50, e si sposteranno gli stessi problemi di traffico di un centinaio di metri in area stradale più critica.

    (3) Il dissenso verso i tanti interventi previsti non si limita a tre persone.

    (4) Infatti, dobbiamo rammentare che la chiesa di S. Lorenzo a Vicchio nel 2020 era strapiena di cittadini; che la manifestazione del 16 giugno ha avuto più di 50 partecipanti e l’appello (non petizione) consegnato, aveva 640 firme, e il testo diceva anche che: “ … la collina (di Vicchio), costellata di tende o casette, subirebbe un pesante danno estetico e paesaggistico, molto ben visibile anche da lontano, addirittura dalla periferia ovest di Firenze”.

    A supporto di queste parole, citiamo come la direzione dell’urbanistica della Regione Toscana (con verbale del 22.3.2019) descrive le colline di Vicchio di Rimaggio: (sono) “un unicum di valore naturalistico e paesaggistico rappresentato dal paesaggio collinare di Rimaggio …alla presenza di un patrimonio edilizio diffuso di valore storico, architettonico e identitario e alle visuali panoramiche da e verso le vallate, le colline e la città di Firenze…un complesso mosaico di colture agrarie …nelle colline che vanno dal versante orientale del Montalbano (Quarrata, Carmignano) fino a quelle a sud di Firenze (Scandicci, Impruneta, Bagno a Ripoli).

    Quell’appello, dunque, ha varcato i confini del nostro paese perché la bellezza di queste colline non appartiene né a noi né alla maggioranza politica e al sindaco.

    Abbiamo raggiunto, infatti, persone di Roma che conoscono molto bene questa nostra parte di terra e le sono affezionati e tante altre persone di Firenze e dintorni.

    E ci siamo limitati perché moltissime altre firme si sarebbero potuto aggiungere. Pertanto, le firme al nostro appello sono 640.

    Sarebbe troppo ampio e complesso analizzare tutti gli interventi urbanistici che il Comune di Bagno a Ripoli propone all’interno del P.S. e P.O. che non rispondono né ad una esigenza reale degli abitanti, né tanto meno alla salvaguardia del nostro territorio, rimasto fino ad oggi intatto.

    Siamo estremamente contrariati e delusi, sia per le false promesse, sia perché non potremo essere ascoltati prima dell’“adozione” del P.O.; dovremo accontentarci di presentare le osservazioni previste che, in genere, non influiscono sulle decisioni già prese, mancando sensibilità e disponibilità politica.

    Comitato di Vicchio e dintorni

    @RIPRODUZIONE RISERVATA

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