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sabato 25 Giugno 2022
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    “Le modifiche alla Legge Marson. Come si attenta al buon governo del territorio e del paesaggio”

    Il Coordinamento di Gruppi di Bagno a Ripoli: "Proposte modifiche che avranno effetti rovinosi sul paesaggio e sull'ambiente"

    FIRENZE – Guarda (anche) oltre Bagno a Ripoli il Coordinamento di Gruppi di Bagno a Ripoli attivi da mesi sul tema urbanistica e sul nuovo Piano Strutturale e il Piano Operativo in corso di approvazione.

    Lo fa intervenendo a proposito delle modifiche preciste sulla legge sul governo del territorio, nota come Legge Marson.

    A sottoscrivere questa presa di posizione sono Legambiente, Italia Nostra, L’ARCA, Fridays For Future Firenze, Rete dei Comitati per la Difesa del Territorio, Comitato Amici di Mondeggi Bene Comune, Il Pianeta, Per una Cittadinanza Attiva Bagno a Ripoli, Potere al Popolo, ASD Piano Terra, Firenze in Tralice, Rifondazione Comunista, VAS onlus–Circolo Chianti Fiorentino e il Comitato di Vicchio e dintorni.

    “Molti cittadini (e non solo gli architetti e gli ambientalisti) – iniziano – sanno che la Regione Toscana, nel 2014-2015, con la legge sul governo del territorio (nota come Legge Marson dall’assessore che fortemente la volle) e con il correlato piano paesaggistico, aveva approvato – vincendo molte resistenze – due norme “coraggiose” che fissavano regole coerenti e condivisibili per contenere gli interessi speculativi fondiari e immobiliari privati: privilegiando, con esse, l’interesse collettivo contro il consumo di suolo e offrendo alle amministrazioni comunali strumenti efficaci per garantire “la qualità del paesaggio quotidiano come questione sociale e politica””.

    “Molti – proseguono – ricordano il favore con il quale le due leggi vennero accolte dalla cultura urbanistica e protezionistica – come veri modelli – alla scala nazionale, e la soddisfazione dei principali autori che le codificarono, gli amministratori toscani e il ministro Franceschini. Il presidente uscente della giunta, Enrico Rossi, presentò le due norme come la risposta efficace “all’inerzia delle scelte e alla rendita fondiaria”; il presidente della Commissione consiliare Ambiente e Territorio, Gianfranco Venturi, salutò l’approvazione della Legge Marson come atto “che pone oggi la Toscana in primo piano nelle politiche di difesa del suolo e buon governo del territorio””.

    “A distanza di 6-7 anni però – denunciano – l’approvazione della proposta di legge n. 59 di modifica della legge urbanistica costituisce ora, oggettivamente – come sottolineato dalla consigliera regionale M5S Irene Galletti – “un fatto grave che mina uno strumento eccellente”. Sono state introdotte, infatti, modifiche che avranno effetti rovinosi sul paesaggio e sull’ambiente, in stridente controtendenza con le richieste, sempre più generalizzate ai nostri tempi, di contenere il preoccupante cambiamento climatico e consumo di suolo”.

    “Basti qui richiamare – evidenziano – la catastrofica proroga di ben cinque anni dei vecchi strumenti urbanistici riguardo alle previsioni edilizie fino ad ora non utilizzate (e che quindi
    avrebbero dovute essere cancellate). Al riguardo, si pensi agli effetti negativi che la proroga di 18 mesi, concessa dalla Regione al Comune di Firenze, ha prodotto in città, consentendo pesanti ristrutturazioni di tanti palazzi e altri edifici storici, con loro trasformazione per lo più in residence e hotel di lusso”.

    “Inoltre – rilanciano – sono stati approvati una sostanziale rinuncia regionale – all’insegna di una semplificazione e velocizzazione delle procedure – a verificare gli effetti territoriali dei piani di settore (come quelli agricoli, per i quali si autorizzano inserimenti quanto meno rischiosi, quali “casette mobili e attrezzature”), e nuovi meccanismi pericolosi del tipo “silenzio-assenso” e di concordato esclusivo fra Comuni e privati, ampliando altresì la legittimazione della ristrutturazione edilizia (con tanto di approvazione di incrementi di volumi) per i fabbricati esistenti”.

     

    “Le associazioni e i comitati che aderiscono al Coordinamento – rendono noto – avvertono il dovere di esprimere la loro netta contrarietà a queste modifiche, incompatibili con la grave fase che stiamo globalmente attraversando: modifiche, purtroppo, profeticamente anticipate, il 4 giugno scorso, da Anna Marson, madre delle due leggi, nello scritto “La Toscana rinnega la propria riforma” (edito sul periodico “Left”)”.

    “Con il quale – concludono – ella conveniva amaramente che “la Toscana sta buttando progressivamente alle ortiche il credito conquistato”, mediante introduzione di una sequela di modifiche in negativo via via richieste da questo o quel portatore di interessi privati”.

    @RIPRODUZIONE RISERVATA

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